7 Luglio 2012

Schettino barricato in casa «Solo interviste a pagamento»

Schettino barricato in casa «Solo interviste a pagamento»

Patrizia SEssa Napoli Qualcuno si aspettava di vederlo uscire dal portone verde del palazzetto dove abita, al numero 10 di vico San Cristofaro, a Meta di Sorrento. Qualcun’ altro che almeno si affacciasse alla finestra. O che rispondesse al telefono. O che, almeno, rispondesse la moglie. Ed invece, ieri, gli arresti domiciliari, per il comandante Francesco Schettino in qualche modo sono continuati: per sua scelta. Nonostante la revoca del provvedimento, avvenuta giovedì su disposizione del gip di Grosseto, Schettino è rimasto comunque blindato in casa. E ambienti a lui vicini confermano che a pesare sulla sua decisione ci siano i media: in termini di affari. Affari con i media Niente più lavoro dopo la tragedia della Costa Concordia. Una lunga lista di spese legali. E così, ora, per la famiglia Schettino sarebbe il momento di pesanti difficoltà economiche. Così tante difficoltà da vendere in esclusiva e, dunque, a pagamento le sue prime immagini e le sue prime parole, dicono. La versione ufficiale, quella fornita dal suo legale Bruno Leporatti, parla di altro: di volontà di evitare l’ assalto mediatico. Invece, secondo quanto si apprende, Schettino, dopo che i media lo hanno preso in giro in tutto il mondo con appellativi, tra gli altri, come capitan Codardo, ora proprio a quei media vorrebbe chiedere il “conto”. E così si spiegherebbe, secondo la tesi di ambienti a lui vicini, il silenzio totale suo e della sua famiglia, nessuna uscita dalla sua abitazione, perfino le finestre rimaste sprangate e mai aperte in queste prime ore di libertà condizionata solo dall’ obbligo di dimora. Il paese dove abita lo difende e lo ha sempre difeso. Il peso di 32 morti Ma il conto delle vittime della tragedia della Costa, ancora adgiata nelle acque del Giglio, è altissimo: 32 morti. E dopo che i “memoriali” di Schettino iniziano già a circolare su alcune tv, c’ è chi grida allo scandalo. «I compensi che il comandante Francesco Schettino riceverà dai mass media italiani e stranieri per eventuali interviste esclusive devono essere sequestrati a scopo cautelativo», fa sapere il Codacons. © riproduzione riservata.

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