18 Ottobre 2012

Schettino attacca Costa in aula e presenta 200 domande ai periti

Schettino attacca Costa in aula e presenta 200 domande ai periti

Schettino contro Costa. E’ ormai battaglia aperta, come era facilmente immaginabile dopo il faccia a faccia di luglio con il licenziamento del comandante. La difesa di Schettino, l’ uomo che era sulla plancia di Concordia, è rappresentata dall’ avvocato Bruno Leporatti: cerca di mettere in evidenza tutti profili di colpa dell’ armatore per il naufragio della notte del 13 gennaio al Giglio. Presenta un dossier composto da 200 fra osservazioni e domande che Leporatti e i suoi assistenti espongono al gip e al contraddittorio con le parti. Parla la difesa Nell’ udienza di oggi, è toccato alla difesa, in aula al teatro Moderno per l’ incidente probatorio, sostenere tutti i meriti del comandante decidere la direzione della nave dopo l’ impatto con gli scogli, e impedire che andasse a fondo. Gli avvocati sono tornati ad accusare il timoniere indonesiano che ha sbagliato ad interpretare gli ordini di Schettino. Ma i periti del gip hanno ribadito che i 13 secondi “pagati” con la virata sbagliata in realtà non avrebbero potuto scongiurare l’ impatto con la scogliera dell’ isola. “Sono molto interessato a conoscere la strategia della difesa di Schettino. Tra poco andiamo in aula e vedremo come i suoi difensori interverranno” aveva detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio prima di iniziare i lavori sul naufragio costato 32 morti, decine di feriti e danni all’ ambiente, alla società armatrice e ai passeggeri, ancora da definire. Intanto, secondo quanto riporta il Corriere Fiorentino, ci sarebbe un undicesimo indagato nell’ inchiesta, il secondo che si aggiunge mentre l’ incidente probatorio, apertosi a marzo, era già in corso. L’ ultimo indagato sarebbe un ufficiale della nave. Vd: I sub sotto la chiglia della nave Le immagini dello squarcio mostrate dai periti Freddezza in città In una città, Grosseto, che vive con freddezza la presenza di Schettino, nei giorni scorsi nemmeno un capannello di curiosi davanti all’ aula, ma soltanto giornalisti e telecamere. Oggi davanti al Moderno si sono presentati quattro studenti sedicenni che hanno “marinato le lezioni” per vedere l’ arrivo del comandante. Armati di telefonino hanno filmato il comandante, giunto alle 9.30 al teatro, su una Mercedes con i vetri oscurati e accompagnato dai suoi avvocati. Francesco Schettino, giacca blu, è sceso dall’ auto augurando buon lavoro a tutti ed è entrato nel teatro per ultimo dopo i magistrati. FOTO ESCLUSIVE: La nave rovesciata VIDEO ESCLUSIVI: La plancia / Salvataggio 1/ 2 Il naufrago: “Perché ho stretto la mano a Schettino” I ragazzi intendono postare su Facebook le immagini che sono riusciti a scattare. Dopo la “puntata” al Moderno, gli studenti sono andati al mercato. Il caso Piombino Mentre a Grosseto va in scena l’ incidente probatorio, in Toscana si gioca un’ altra partita, importante da un punto di vista econimico e occupazionale. La scelta del porto in cui si dovrà smaltire il relitto della nave. Un’ operazione stimata dai 200milioni di euro in su e della durata variabile da un anno a tre. Ebbene, potrebbe essere quasi certamente Piombino l’ ultimo porto di attracco per la Concordia. Quello dove il grande relitto potrà essere smontato e smaltito. Un’ opera colossale, mai realizzata in Italia. Sarà l’ armatore a decidere dove, ma il governatore Enrico Rossi sta lavorando per concretizzare l’ ipotesi Piombino, per limitare al massimo lo spostamento del relitto e dare ossigeno occupazionale a un territorio in gravissima crisi. In Italia non esiste un porto in grado di ospitare lo smantellamento una nave lunga 289 metri, Piombino può candidarsi seriamente per la vicinanza geografica e per il comparto siderurgico che ha intorno. La Regione sta ultimando appunto uno studio sulla fattibilità del progetto. La nave ha bisogno di muoversi su fondali di una profondità non inferiore ai 19 metri. Non appena i lavori di Titan Micoperi avranno consentito al relitto, che si trova davanti a Giglio, di riprendere il mare trainato dai rimorchiatori, potrebbe essere perciò Piombino la destinazione. “La nave in galleggiamento non potrà andare oltre la velocità di un nodo e mezzo – spiegano dall’ osservatorio regionale di Concordia – significa che soltanto per arrivare lì impiegherebbe un giorno”. No comment da parte del sindaco della città della Lucchini e della Magona, prudente il presidente Rossi anche se ammette: “Ci muoviamo su quella strada”. Ieri a Grosseto erano proseguiti i lavori nella terza udienza della settimana per l’ incidente probatorio. Gli esperti nominati dal gip hanno proseguito nella relazione della perizia sulla scatola nera. I legali di Costa hanno depositato carte per integrare la documentazione che era a bordo, ma il gip le ha respinte. Il Codacons ha protestato chiedendo che oltre al traffico telefonico, la perizia prendesse in esame anche il traffico digitale, soprattutto le mail.

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