12 Luglio 2002

Schermaglia sulle pensioni di anzianità

GUERRA SUL WELFARE, MENTRE SPUNTA UNA SANATORIA FISCALE

Schermaglia sulle pensioni di anzianità

Riaffiora lo scontro, il governo temporeggia. Coro di critiche alle mutue

Berlusconi dribbla il nodo previdenziale però mette le mani avanti: «Bisognerà lavorare di più»





ROMA. Mutue e pensioni, ecco le rivoluzioni che attendono gli anziani di oggi e quelli di domani. Le mutue arriveranno «fra qualche anno», spiega il ministro della Salute Sirchia. Per la riforma delle pensioni «c`è tempo fino al 2006», dice invece Berlusconi.
Temi di giornata sul Dpef, temi ai quali si aggiungono le critiche sulle misure previste, o non previste, per la scuola, il decretone-omnibus che prepara il ministro Tremonti e che contiene una sorta di sanatoria per i grandi evasori fiscali (quelli fino a 1,5 milioni di euro di evasione), l`inflazione all`1,4% che i sindacati (la Uil in testa) già contestano come base ipotizzabile nella stagione dei rinnovi contrattuali.
Le mutue sotto tiro. Le critiche al passaggio del Dpef sulla possibilità di reintroduzione di «mutue integrative e/o sostitutive» arrivano da tutte le parti. Dal centrosinistra, per esempio, con il verde Alfonso Pecoraro Scanio che parla di «ennesima controriforma del governo della destra. Più spese meno diritti è quello che propone Tremonti». O Francesco Rutelli, Margherita, che indica nelle mutue «il tentativo di smantellare il servizio sanitario nazionale». Bocciature dal sindacato dove Savino Pezzotta, Cisl, boccia «ogni forma di mutua sostitutiva». Critiche anche dal centrodestra dove si registra la preoccupazione di Raffaele Costa, Forza Italia, che invita il suo capogruppo a organizzare un`assemblea di tutti i deputati sull`argomento.
Poi c`è il Paese civile con il Tribunale dei diritti del malato che parla di «soluzione peggiore del male», o i medici di famiglia, il cui presidente Mario Falconi parla di «mutue sottoscritte dai soggetti più ricchi quelli che non utilizzano il servizio sanitario nazionale». Contrari anche i consumatori, con Codacons e Adusbef che ipotizzano «sperequazioni fra i cittadini sul modello di quanto accade negli Stati Uniti».
Modello tedesco. Davanti alla mitragliata di critiche arrivano i chiarimenti governativi. «Lo scopo è tentare di ridurre la spesa sanitaria», dice il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi. «Va studiato bene a chi chiedere una sorta di solidarietà perché le categorie meno abbienti siano realmente tutelate». Poi tocca al ministro spiegare che il sistema più efficace è quello tedesco, «che si cercano 10 miliardi di euro di finanziamento aggiuntivo». Ma che alla fine ci «vorrà qualche anno perché è un percorso intrapreso con cautela».
Trappola pensioni. «C`è tempo fino al 2006», dice Berlusconi e si riferisce alle pensioni, alla riforma più delicata quella che, solo annunciata, nel 1994 gli costò la poltrona di premier. Il nodo sono, ma nessuno lo dice, le pensioni di anzianità. A premere per il loro ritocco ci sono gli esperti europei, Confindustria, alcune voci «tecniche» del governo come il sottosegretario Vito Tanzi: «C`è bisogno di fare una correzione della spesa pensionistica che non può continuare a crescere, cominciando dai livelli alti. Bisognerà farlo, prima o poi, e spero che la proposta del governo vada in questa direzione». Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare: «La riforma delle pensioni è all`esame del Parlamento». Giuliano Cazzola, esperto del settore: «E` necessario per prima cosa un ulteriore giro di vite sui trattamenti di anzianità». Ma qui non ci sono sponde sindacali favorevoli. La Cisl: «Mantenere pensioni di anzianità». La Uil: «La riforma è già stata fatta, non c`è nulla da discutere».

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