27 Agosto 2011

Scene da inferno dantesco ieri per buona parte della giornata a Civitavecchia

Scene da inferno dantesco ieri per buona parte della giornata a Civitavecchia
 

Scene da inferno dantesco ieri per buona parte della giornata a Civitavecchia. Al secondo gruppo della centrale Enel a carbone di Torre Valdaliga Nord (1980 megawatt di potenza) poco dopo le 10.30 è infatti divampato un grosso incendio per l’ esplosione di un trasformatore. Nel giro di pochi minuti i quartieri più settentrionali della città e la vicina Tarquinia sono stati avvolti da un denso fumo nero, frutto della combustione dell’ olio presente nel trasformatore. Fuoco e nube plumbea hanno naturalmente creato allarme tra le popolazioni. In tanti hanno preso d’ assalto i telefoni dei comuni, della Asl e del 118 per chiedere cosa stesse accadendo e come comportarsi. Fortunatamente sembra che per la salute pubblica non ci siano stati, né ci possano essere rischi. Le centraline gestite dall’ Osservatorio ambientale di Civitavecchia e quelle dell’ Arpa hanno rilevato, peraltro nell’ ora a cavallo del rogo, soltanto due lievi sforamenti dei limiti degli ossidi di azoto e di zolfo, limitatamente alla Borgata Aurelia, quartiere a Nord di Civitavecchia. La situazione continua a essere monitorata con attenzione e ogni dato anomalo verrà comunicato in tempo reale. Il Codacons ha comunque presentato un esposto alla procura. Quelle successive al divampare dell’ incendio sono state ore di grande tensione. Anche se l’ Enel, che ha subito bloccato la produzione nell’ intero impianto, ha assicurato che il fumo sprigionatosi dall’ impianto non era tossico, per un po’ si è addirittura pensato di evacuare le zone di Aurelia, Pantano e Sant’ Agostino, quelle più colpite. Poi il vento è «girato» verso nord e la nube nera si è allontanata, proseguendo vero Tarquinia e Monte Romano. L’ incendio è stato domato dai vigili del fuoco soltanto intorno alle 14 dopo una battaglia di quasi quattro ore e non ha causato feriti perché la zona dell’ incidente è telecomandata e non ci sono addetti. La causa del rogo sarebbe stata il surriscaldamento di un trasformatore. Il capo della centrale, l’ ingegner Giuseppe Molina, ha però spiegato che il caldo degli ultimi giorni non c’ entra nulla. A stabilire le cause del surriscaldamento sarà un’ indagine interna avviata dalla stessa azienda elettrica, che ha definito «raro» l’ evento di ieri mattina. Un’ indagine è stata aperta anche dalla procura di Civitavecchia. A coordinarla è il sostituto Edmondo De Gregorio, il quale ha disposto il sequestro del trasformatore incendiato e dell’ area interessata per stabilire le cause e le eventuali responsabilità del rogo. Quando si è capito che le fiamme erano ormai circoscritte, i sindaci di Civitavecchia e Tarquinia, rispettivamente Gianni Moscherini e Mauro Mazzola, hanno indetto una conferenza stampa all’ interno della stessa centrale, dove nel frattempo si erano recati per valutare di persona la situazione. Entrambi hanno tenuto a tranquillizzare i cittadini sostenendo l’ assenza di rischi per la salute pubblica. Moscherini, poi, pur ringraziando i vigili del fuoco per la tempestività e l’ efficacia dell’ intervento, ha sottolineato l’ inadeguatezza della caserma Bonifazi e dei mezzi a loro disposizione, annunciando che chiederà al ministero degli Interni e al Comando regionale del Corpo di istituire un nucleo di pronto intervento a Civitavecchia. Ciò, ha aggiunto, anche in considerazione dei tanti insediamenti industriali potenzialmente a rischio presenti sul territorio.

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