27 Novembre 2020

Scende la fiducia dei consumatori. Le associazioni: c’è paura del futuro

 

L’emergenza sanitaria fa diminuire la fiducia dei consumatori. E il calo della fiducia non sorprende le associazioni dei consumatori. È un dato previsto e prevedibile, considerata l’emergenza sanitaria, ma questo significa anche che c’è malessere generale, che c’è una visione pessimista per il futuro, che i consumi sono a rischio. Quale futuro si può ipotizzare se la fiducia non c’è?
Istat: a novembre giù la fiducia dei consumatori

I dati vengono dall’Istat. A novembre 2020 si stima una diminuzione del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 101,7 a 98,1. E cala anche la fiducia delle imprese.

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo, aggiunge l’Istat, anche se con intensità differenziate. Il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni maggiori, passando rispettivamente da 87,2 a 79,3 e da 104,0 a 98,8. Il clima personale scende da 106,4 a 104,7. Quello corrente diminuisce da 99,9 a 97,4.

Il peggioramento dell’emergenza sanitaria, commenta l’Istat, ha influenzato sia la fiducia dei consumatori che quella delle imprese (anch’essa in calo).

«Con riferimento alle imprese, l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso».

Fiducia giù e incertezza sul futuro

La fiducia dei consumatori è in calo e questo non sorprende le associazioni. Pesa il clima di incertezza sul futuro del paese, che fa prevedere al Codacons una riduzione della spesa delle famiglie e consumi di Natale a rischio.

«In particolare sono a rischio i consumi legati alle festività natalizie, che risentiranno non solo delle limitazioni legate al Covid, ma anche del peggioramento della fiducia delle famiglie – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – In tale contesto il Covid rischia di bruciare 1,5 miliardi di consumi legati alle feste, con una riduzione media della spesa del -14,5% rispetto al 2019».
Malessere sociale ed economico

Anche per Federconsumatori il calo di fiducia dei consumatori non sorprende. Per l’associazione servono misure strutturali per lo sviluppo, la crescita e l’occupazione: solo da queste passa la possibilità di ripresa post Covid.

«La diminuzione non fa che confermare il persistente malessere che permea l’intero contesto socioeconomico: la condizione di instabilità in cui ci troviamo ormai da troppo tempo – commenta Federconsumatori – grava in misura pressoché insostenibile non solo sulle possibilità economiche delle famiglie ma anche sull’umore dei cittadini, che guardano al futuro con sempre maggiore preoccupazione. Uno stato d’animo più che comprensibile, se si pensa all’emergenza sanitaria ancora in corso, alla contrazione del potere di acquisto, alla diminuzione dei consumi, al peggioramento delle diseguaglianze e al calo del reddito disponibile registrati in questi mesi».
Senza fiducia non si va da nessuna parte

Senza fiducia non si va da nessuna parte, aggiunte l’Unione Nazionale Consumatori che parla di “dati disastrosi, anche se scontati”, considerato che all’inizio di novembre l’Italia è tornata in lockdown.

«Senza fiducia non si va da nessuna parte. Se si ha paura del futuro, infatti, non si investe e non si spende anche se si hanno i soldi – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Bisogna che si esca al più presto dalla pandemia e che il vaccino diventi una speranza concreta, altrimenti il Paese non potrà risollevarsi e i dati sul clima della fiducia si tradurranno in un crollo reale dei consumi».

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