23 Febbraio 2012

Scende l’ inflazione. Ma per i carburanti rialzi da record

Scende l’ inflazione. Ma per i carburanti rialzi da record

 


Rallenta l’ inflazione a gennaio, ma è allarme peri prezzi della benzina e del gasolio saliti alle stelle. La cura Monti, invece, fa bene ai conti correnti e alle spese per i prodotti finanziari. Secondo i dati diffusi mensilmente dall’ Istat, la benzina è aumentata lo scorso mese addirittura del 17,4% (dal+15,8% di dicembre) su base annua, e del 4,9% su base mensile. Le cose non vanno meglio sul fronte del gasolio per i mezzi di trasporto, che è salito del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre), il rialzo più consistente dal luglio del 2008, e del 4,7% sul piano congiunturale. Considerando l’ inflazione nel suo complesso, il tasso annuo a gennaio ha segnato un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre, mentre su base mensile i prezzi hanno registrato un aumento dello 0,3 per cento. I dati definitivi diffusi dall’ Istat confermano le stime provvisorie e aggiungono nuovi dettagli come il fatto che l’ inflazione di fondo, al netto cioè di alimentari freschi ed energetici, è salita al 2,3 per cento. Al netto delle voci energetiche è, invece, scesa al 2,2 per cento. L’ inflazione acquisita per il 2012 è al momento pari all’ 1,6 per cento. Analizzandonel dettaglio tutte le voci di spesa degli italiani che rientrano nel paniere fissato dall’ Istat, emerge che i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza sono saliti a gennaio dello 0,8% rispetto a dicembre, e del 4,2% rispetto allo stesso mese del 2011. Il più rilevante sostegno alla dinamica dei prezzi è derivato, come largamente denunciato da tutte le associazioni dei consumatori, dai beni energetici regolamentati (+3,9% su mese) e non regolamentati (+4%). In particolare: nel comparto regolamentato, l’ energia elettrica è salita del 5% su mese e dell’ 11,2% su anno, il gas del 3,3% e del 16%; nel comparto non regolamentato, la benzina è aumentata del 4,9% su dicembre e del 17,4% su gennaio dello scorso anno, il gasolio del 4,7% e del 25,2%, il gasolio da riscaldamento dell’ 1,8% e del 15,2 per cento. In controtendenza i settori finanziari. So no scese a gennaio del 6,5% rispetto a dicembre e del 2,3% a livello tendenziale le spese bancarie e finanziarie grazie alle disposizioni sulle imposte di bollo per conti correnti, titoli e prodotti finanziari sotto i 5mila euro decisi con la manovra del governo guidato da Mario Monti. Il rallentamento dell’ inflazione, spiega ancora l’ Istat, deriva dal lieve aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+3,9%, dal +3,8% di dicembre 2011), più che compensato dal calo di quello dei servizi (+2,3%, dal +2,5% del mese precedente). Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi è aumentato di tre decimi di punto rispetto al mese di dicembre. Quanto all’ indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’ Unione europea (Ipca), è diminuito a gennaio dell’ 1,8% su base mensile (il ribasso più forte dall’ inizio della rilevazione, ovvero dal 2011) ed è aumentato del 3,4% su base annua, in decelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto a dicembre 2011 (+3,7%). Anche in questo caso si confermano le stime preliminari. Al riguardo, l’ Istituto ricorda che l’ Ipca tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni) che si possono determinare in alcuni mesi dell’ anno (e gennaio è uno di questi), andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’ indice Nic. Su base annua i maggiori tassi di crescita hanno riguardato abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,4%), trasporti (+7,3%) e bevande alcoliche e tabacchi (+6,1%). Quelli più contenuti hanno riguardato servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%) e la ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4%). I prezzi delle comunicazioni hanno messo a segno una flessione dell’ 1,8 per cento. A livello territoriale, Potenza (+5%), L’ Aquila e Venezia (per entrambe +4%) sono state le città capoluogo in cui i prezzi a gennaio 2012 hanno registrato gli aumenti più elevati su base annua. Le variazioni più moderate hanno riguardato, invece, Ancona e Firenze (per entrambe +2,7%). E febbraio sul fronte prezzi, viste le complicazioni provocate dalmaltempo, non promette bene. Il Codacons calcola, «una stangata che, per il solo carrello della spesa, equivale per una famiglia di tre persone a un aggravio di 567 euro su base annua, e per una di quattro persone di 613 euro». Ancora peggiori sono le previsioni di Federconsumatori e Adusbef: «Gli aggravi per le famiglie saranno di oltre 1.218 euro annui».
 
 


 

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