Scende in campo anche il Codacons: al capitano va sequestrato il compenso ricevuto dalla tv
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fonte:
- Il Mattino
Schettino, bufera sull’intervista. Il pm: bugie imbarazzanti
Grosseto. Non si placano le polemiche sull’ intervista al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, andata in onda martedì sera su Canale 5 nel corso della trasmissione «Quinta colonna». Il primo a respingere con forza la «verità» di Schettino, a cui il gip del tribunale di Grosseto ha revocato gli arresti domiciliari lo scorso 5 luglio, è il procuratore Francesco Verusio, titolare dell’ inchiesta sul naufragio del 13 gennaio. A lui quell’ intervista «proprio non è piaciuta» e parla apertamente di «bugie imbarazzanti». Non meno critiche piovono su Mediaset per il presunto compenso a Schettino, ipotesi peraltro respinta anche ieri da Salvo Sottile, il conduttore di «Quinta colonna» che scrive su Twitter: «Non mi risultano pagamenti». Si continua però a parlare di un compenso di 50 o 57mila euro: il Codacons chiederà alla procura di sequestrare, in via cautelativa, qualsiasi cifra sia stata «o verrà pagata» a Schettino per questa o altre interviste, mentre la vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Silvia Velo (Pd), chiede che Mediaset devolva «al Giglio qualsiasi cifra abbia pagato a Schettino». «Stupefatto» Luca Borgomeo, presidente dell’ associazione telespettatori cattolici Aiart. Ricorda Verusio, che «nel nostro ordinamento giuridico l’ imputato non ha l’ obbligo di dire la verità, può dire cosa vuole e mi sembra che lui lo abbia fatto. Ciò che disturba è vedere come questa persona si avventuri a fare delle dichiarazioni assolutamente in contrasto con l’ esito delle nostre indagini e che lui conosce benissimo». «Sa bene come sono date le cose e le prove che abbiamo raccolto contro di lui – dice -. È sconcertante il fatto che lui faccia queste dichiarazioni che sono veramente un pò imbarazzanti per noi». Da Twitter, Sottile non risponde al procuratore, che non cita mai, ma difende la scelta di mandare in onda l’ intervista: «Tutti hanno diritto di parola. Il nostro intento era fare sentire tutte le voci, anche quelle più indifendibili». E accusa, invece, chi ha orchestrato «la campagna d’ odio (che ha accompagnato la puntata) organizzata da selvaggi manipolatori della realtà – dice ancora Sottile, convinto di essere a posto con la sua coscienza -. Abbiamo dato voce a tutti. Questo devono fare i giornalisti e lasciare che sia il pubblico a farsi un giudizio». Intanto, l’ udienza per l’ incidente probatorio fissata per il 21 luglio slitterà, forse a settembre, dopo la richiesta dei periti di una proroga. «Immagino che subito dopo, tra ottobre e novembre – spiega Verusio -, saremo in grado di chiudere l’ inchiesta e chiederemo il processo: spero si farà nei primi mesi dell’ anno venturo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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