16 Giugno 2006

Scavi a Pallottini, interviene la Soprintendenza

Scavi a Pallottini, interviene la Soprintendenza


Giovanna Alvino dopo l?allarme del Codacons: «Faremo subito gli accertamenti»





Se non rossa, è gialla la luce accesa dalla Soprintendenza archeologica del Lazio sugli scavi nella nuova area artigianale di Cittareale. Ecco Giovanna Alvino, dirigente regionale e responsabile diretta per la provincia di Rieti. «Per ora posso soltanto dire che da questa soprintendenza non è stato rilasciato alcun ?nulla osta? ad iniziare i lavori precisa l`archeologa faremo subito gli accertamenti secondo la procedura stabilita dalla normativa vigente ed ogni decisione verrà presa in base a quanto emergerà dei fatti rilevati». Sulla questione il sindaco Pierluigi Feliciangeli, appena rieletto, dice che preferisce non rilasciare commenti
Un passo indietro: oggetto della discordia è la realizzazione dell`area artigianale in località Pallottini, nei pressi della Salaria, dove dovrebbero essere costruiti edifici e botteghe su una superficie di 10mila metri quadrati edificabili, suddivisibili in lotti diversi secondo le richieste degli operatori. L`opera è stata approvata e finanziata dalla Regione fin dal 2000 ed in questi anni sono state espletate tutte le operazione previste dal bando e dalla concessione del denaro. Una decina di giorni fa l`inizio dei lavori di scavo che ha però innescato l?intervento prima di Marco Tiberti, responsabile della Codacons Provinciale e successivamente dei consiglieri di minoranza Antonio Bisegna (il candidato sindaco appena sconfitto) ed Elisabetta Aleandri; il primo segnalaa il pericolo di gravi danni all`ambiente sia per l`aspetto archeologico che paesaggistico, i secondi il «pericolo di depauperare le bellezze paesaggistiche e storiche di Cittareale… poiché l`economia del paese non è solo l`artigianato ma anche il turismo. E presentare come biglietto da visita all`ingresso del paese squallidi capannoni industriali non è la scelta più oculata».
Va ricordato che la legge Galasso che tutela l`ambiente, e tutte le successive integrazioni, stabiliscono che ogni apertura di un cantiere edile deve essere preceduto da un`indagine di scavo sotto il diretto controllo dei funzionari della Soprintendenza archeologica al fine di verificare se il sottosuolo conserva resti di antiche civiltà. E proprio la scorsa estate in località Pallottini, autonomamente dall`istituzione dell`area artigianale di cui stiamo dicendo, si è svolta, sotto il controllo della stessa Alvino, una campagna di scavo diretta dal professor Filippo Coarelli dell`Università di Perugia e da cui sono emerse testimonianze importanti: un edificio pubblico, trenta tombe d`epoca medievali e interessanti pezzi d`arredo funebre, che il Coarelli ha identificato appartenente all`antica città di Falacrine. Nei giorni scorsi lo stesso professore ha annunciato a Roma, nel corso di una conferenza presso l`Accademia Danese, che saranno ripresi i lavori di scavo sulla stessa area nei prossimi mesi di luglio ed agosto alla ricerca del centro abitativo della città natale dell`imperatore Tito Flavio Vespasiano. L`area destinata a zona artigianale è strettamente d`interesse archeologico ed è per questo che prima di fare ogni ulteriore mossa nella realizzazione dell`area produttiva dovranno essere fatte le dovuto indagini archeologiche. Domanda: sarà possibile conciliare l`area produttiva con le esigenze storiche e culturali?





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