È scattato l’ obbligo del Pos ma nessuno se n’ è accorto
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fonte:
- La Città di Salerno
di enrico marchetti*
È partito il solito pasticcio all’ italiana e questa volta riguarda il Pos. Il 30 giugno è scattato l’ obbligo per esercenti, commercianti, professionisti e aziende – quindi anche autotrasportatori, imprese di costruzioni, idraulici, falegnami, elettricisti, antennisti, tabaccai, manutentori di caldaie – di dotarsi di Pos per permettere il pagamento con bancomat e carta di credito ai propri clienti. In pratica, chiunque abbia un’ attività verso il pubblico deve dotarsi obbligatoriamente dell’ apposita macchinetta, mentre consumatori, clienti e acquirenti possono chiedere di pagare con moneta elettronica a partire da spese superiori ai 30 euro e qualora esprimano questa volontà, l’ esercizio è obbligato ad accettare la richiesta. Questo significa che tutti dovranno procurarsi la “macchinetta” che consenta ai clienti di pagare con il bancomat oltre la soglia dei 30 euro. Una misura che, sulla carta, dovrebbe servire a combattere l’ evasione fiscale e ridurre l’ utilizzo del denaro contante nelle transazioni. Fin qui tutto sembrerebbe abbastanza semplice e chiaro. Sulla Gazzetta ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2014 è stato pubblicato il Decreto Mise 24 gennaio 2014 recante “Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito”. Il decreto che è stato emanato in riferimento dal Decreto Crescita 2, sarebbe dovuto entrare in vigore dopo 60 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale quindi il 28 marzo 2014 e per dare a tutti l’ opportunità di adeguarsi fu posticipata di 3 mesi ma, nonostante ciò, quasi tutti quelli che ne erano sprovvisti, lo sono ancora. Il provvedimento in realtà, non è altro se non una vera e propria “buffonata”. Il decreto che istituisce l’ obbligo di Pos, non prevede, infatti, alcun tipo di sanzione per chi non si adeguerà alla norma. Ciò significa che, nonostante vi sia un obbligo, lo Stato non è in grado di farlo rispettare e tutte le categorie che dal 30 giugno non si saranno dotati di Pos, non rischieranno nulla e potranno comportarsi come meglio credono. Il solito pasticcio all’ italiana che snatura del tutto il provvedimento e cancella i fini che la norma voleva perseguire. I problemi non finiscono qui. Un altro è che questa misura non tiene conto di chi debba sobbarcarsi i costi dell’ attuazione, cioè: su chi ricadono i costi d’ installazione, canoni e commissioni? Non abbiamo dubbi che come sempre saranno i consumatori a pagare e finché pagare in contanti sarà più conveniente, non interessa a nessuno una misura che pure ha una sua ratio. Per concludere, la norma c’ è anche se carente in molti punti e deve essere rispettata ma dal momento che non abbiamo notizia di aumenti, mi pare giusto invitare tutti i consumatori a rifiutare il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che, in barba alla legge, non si sono muniti di apposito Pos. * vice presidente nazionale Codacons.
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