Scattano i saldi sperano i negozianti
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fonte:
- Il Messaggero
Palombo: le famiglie dovrebbero spendere le stesse cifre del 2012 COMMERCIO Cartelloni con forbici giganti che tagliano prezzi. Percentuali di sconto a caratteri cubitali per coprire intere vetrine già messe a soqquadro. Negozi che trasformano la loro solita veste, pronti ad accogliere eccezionali quantità di persone, i turisti per primi. Una festa? Si spera. In tempo di crisi i saldi di fine stagione (ma l’ estate praticamente deve ancora arrivare) ce la mettono tutta per sollevare un po’ il morale dei commercianti. La prova del nove scatterà domani, quando anche in città (le date sono diverse da regione a regione) sarà tempo di shopping indotto dalla non rosea situazione economica diffusa. Shopping cercato dalle famiglie per far quadrare bilanci provati. Ma anche snobbato da altri per il caos che dovrebbe (il condizionale è d’ obbligo) creare nei negozi, e per la qualità della merce non sempre in arrivo dalla giacenza della stagione in corso. Pessimista il Codacons: diminuiscono le famiglie che possono permettersi gli acquisti (il 47% contro il 55% dello scorso anno) con una spesa media tra i 78 e gli 85 euro. Più ottimista la Confesercenti di Roma: saldi che conservano il loro fascino e spesa a famiglia, a Roma e nel Lazio, in media tra 150-180 euro. «E’ brutto dirlo ma non c’ è proprio nessuna novità rispetto a questo stesso momento del 2012 – sostiene il presidente della ConfCommercio di Civitavecchia, Vincenzo Palombo – la musica sembra essere la stessa con le aziende sempre più in difficoltà. La situazione, se è cambiata, è peggiorata e i saldi sono sempre visti come la possibilità per i negozi di abbigliamento, scarpe o biancheria di essere il più allettanti possibile verso famiglie pazienti, che attendono questo momento per spendere oculatamente le poche risorse rimaste, dedicate agli acquisti senza lasciare nulla al caso». Potere d’ acquisto sempre più eroso dal costo della vita, carovita, disoccupazione in aumento e, in casi tragici, inoccupazione cronica. Insomma, redditi così gravemente minati che non sembra vadano d’ accordo con la spensieratezza di acquisti a prezzi progressivamente alleggeriti dal 50% (diventa raro l’ inizio con il 20%) al 70% in alcuni casi. «Questo è l’ aspetto sociale dei saldi – sottolinea Palombo – ma c’ è anche un aspetto economico che motiva la grande aspettativa dei commercianti per questo periodo atteso così come quello post natalizio: grazie ai saldi, infatti, l’ azienda ricapitalizza senza fare utile e vende la merce quasi al prezzo di costo per smaltire le giacenze in magazzino. C’ è in questo modo una boccata d’ ossigeno da liquidità che serve per spese correnti, costi del personale e pagamento di bollette». Stefania Mangia © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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