25 Maggio 2012

Scattano i rincari, Regione in campo

Scattano i rincari, Regione in campo

inviati gli ispettori per le sanzioni. gli armatori: “faremo ricorso”
l´aumento degli aliscafi rivolta nelle isole del golfo. esposto in
procura del codacons: “subito un´inchiesta”

Gli 007 inviati dalla Regione nessuno li ha visti al Beverello. Anche se l´assessore ai Trasporti Sergio Vetrella ha tenuto fede all´impegno preso mercoledì quando aveva diffidato gli armatori delle compagnie private a non mettere in atto annunciato l´invio degli ispettori. E ieri mattina, nonostante la minaccia incombente delle sanzioni, gli aumenti dei biglietti degli aliscafi, come annunciato dagli armatori, sono puntualmente scattati. Due le fasce colpite: per le corse «coperte» da obbligo di servizio pubblico il biglietto passa da 17 euro a 17,60 per i turisti e da, 5,30 a 5,50 per i residenti. Per le corse cosiddette «libere», invece, la stangata è più pesante: 18,70 per i turisti e 5,90 per i residenti che pagheranno la tariffa piena di domenica e nei giorni festivi a meno che non scelgano gli scafi con l´obbligo del servizio pubblico. Il Codacons ha inviato un esposto alla Procura e all´Antitrust chiedendo una inchiesta immediata. Gli armatori, invece, minimizzano: «Tanto chiasso per pochi centesimi», dicono all´Acap, «questa vicenda mi sembra gonfiata e si fa finta di non ricordare gli aumenti che abbiamo subito, dalla benzina alla carta igienica» Chi viaggia, però, è tutt´altro che disposto a fare sconti: «Siamo infuriati – commenta Luca Delle Femmine, responsabile dei Forum giovanili di Capri e Anacapri – ma l´andazzo non cambierà finché nel Golfo le compagnie di navigazione faranno cartello, la concorrenza non esiste più. La Regione deve prendere atto che ha fallito a mare e a terra». Come se avessero ascoltato, da Santa Lucia provano a fare il muso duro, ma l´assessore Vetrella è a Desenzano (rientrerà nel pomeriggio) e i suoi collaboratori fanno da megafono: «Domani (oggi, ndr) scatteranno le sanzioni e se sarà necessario si revocheranno le concessioni». Sembra una minaccia grave, ma non lo è. Almeno secondo il coordinatore regionale di Fli, Luigi Muro – pendolare procidano, tra l´altro – il quale dice: «Sono lacrime di coccodrillo, tutti sapevano che l´effetto monopolio tollerato dalla Regione avrebbe portato a questa situazione». Nelle isole, intanto, i Comitati cittadini incollano manifesti di fuoco: «Viaggiate solo con Caremar, le Compagnie di navigazione hanno avuto comportamenti arroganti e pirateschi». All dichiarazione di guerra, però, come è accaduto per la diffida firmata da Vetrella, gli armatori non danno importanza: «Se ci sanzioneranno ricorreremo al Tar, dice il direttore generale dell´Acap Salvatore Ravenna, non abbiamo paura perché abbiamo agito nel rispetto della legge, ci siamo adeguati all´Istat». È un gioco di rimandi e di scaricabarile. A pagarne gli utenti, ma non hanno armi da difesa e hanno addirittura rinunciato a protestare. Lo fanno solo i giovani dei Forum, ma serve a poco. L´indifferenza (o la rassegnazione?) regna sovrana, al Beverello: aria stagnante, pochi turisti che non si rendono conto di quello che accade e pendolari rassegnati. Tra questi il presidente del porto di Capri, avvocato Emilio Ruotolo: «I sindaci e le istituzioni devono intervenire, non si possono consentire aumenti unilaterali mentre infuria la crisi». Anche a Ischia il clima è rovente. Lo storico Giuseppe Mazzella in qualche modo «assolve» gli imprenditori e depreca «che l´aliscafo si avvia a costare quasi più del soggiorno che gli alberghi ormai regalano o quasi, ma ce l´ha a morte con la Regione che ha gestito malissimo il dopo Caremar: «Bisogna cambiare passo e mettere in campo investimenti per migliorare la qualità dei servizi e varare soluzioni miste pubblico-privato».
carlo franco

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