23 Ottobre 2002

Scatta la rincorsa dei prezzi

Allarmati consumatori, opposizione e sindacati. Marzano: un fattore stagionale

Scatta la rincorsa dei prezzi

In ottobre costo della vita al 2,7%. Confindustria: inflazione da servizi

MILANO ? Aumenta ancora l?inflazione. Secondo i dati Istat sulle città campione, a ottobre il costo della vita è salito del 2,7% rispetto allo stesso mese del 2001. Si tratta del livello più alto degli ultimi 14 mesi. Ad agosto dello scorso anno, infatti, l?inflazione era stata del 2,8%. Poi era cominciata la discesa fino al 2,2% toccato a giugno e luglio di quest?anno. Molte le analisi e le previsioni, ma resta il fatto che il tasso si allontana sempre più dall?1,7% fissato per il 2002 nel Documento di programmazione economica e finanziaria del governo. A ogni modo, Palermo è la città in cui l?aumento congiunturale mensile è stato maggiore (0,6%), seguita da Udine, Perugia e Pisa (0,5%); in terza posizione Trieste, Venezia, Genova, Bologna, Napoli, Cremona e Modena (0,3%). Quindi Milano, Firenze, Ancona, Bari e Como (0,2%). L?aumento minino è stato invece a Verona e a Brescia, con uno 0,1%.
Secondo gli analisti, i ?capitoli? che hanno spinto all?insù i prezzi al consumo sono stati, principalmente, l?istruzione, il vestiario e gli affitti. Oltre alle spese per il corredo scolastico, sono aumentate le rette e le tasse da pagare in tutti gli ordini di istituti. A Milano, rispetto all?anno scorso, le spese per l?istruzione sono salite del 4,3%, a Bologna del 5,2%, ad Ancona del 3,5%.
Per gli esperti, gli aggiornamenti dei listini delle collezioni invernali hanno portato a un rincaro di vestiti e calzature mentre il caro-affitti si fa sentire perchè ottobre è uno dei quattro mesi in cui si effettua la rilevazione. Inoltre, va aggiunto che nell?ottobre 2001 c?era stata una diminuzione dell?1% dei prodotti energetici mentre quest?anno, viste soprattutto le tensioni fra Usa e Iraq, il prezzo del petrolio si è mantenuto a ridosso dei 30 dollari al barile.
L?anno sta per finire e il dato di ieri va ad aumentare una media non certo invidiabile. Secondo Confindustria, il 2002 si chiuderà con un tasso medio del 2,5%. Per Giampaolo Galli, responsabile dell?Ufficio studi, ci sono due considerazioni da fare. Una riguarda il petrolio (aumentato fino a 29 dollari alla fine di settembre) e l?altra i prezzi alla produzione aumentati (da agosto 2001 ad agosto 2002) solo dello 0,2%. Questo indica – dice Confindustria – la presenza di inflazione da servizi, cioè telecomunicazioni, trasporti, cinema e ristoranti.
Allarmati i consumatori secondo i quali la corsa dei prezzi peserà, in media, per 750 euro all?anno sui bilanci delle famiglie. «Prezzi e tariffe continuano a lievitare senza freni – dice l?Intesa dei consumatori – e svuotano le tasche degli italiani, impotenti di fronte a questa escalation».
Preoccupati i sindacati. Per la Cgil «vengono colpiti soprattutto i redditi medio-bassi» mentre la Cisl parla di «situazione fuori controllo». Tranquillizzanti, invece, le parole del ministro delle attività produttive, Marzano: «Il dato di ottobre dipende da fattori stagionali, anche l?anno scorso eravamo al 2,6%».
Ma per il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, «un peso significativo nell?inflazione lo hanno i servizi», per cui non bisogna limitarsi «soltanto a guardare il prezzo dei beni». Quest?anno – secondo Venturi – «difficilmente l?inflazione scenderà sotto il 2,5%. Occorre rilanciare i consumi senza far crescere i prezzi». Contro la messa sotto accusa degli affitti si muove invece Confedilizia, che specifica come «tale rilevazione viene effettuata, a differenza delle altre, non già mensilmente bensì ogni tre mesi, con la conseguenza di un?incidenza dell?indice che nei mesi di rilevazione, come per ottobre, risulta quindi tripla rispetto a quella delle altre rilevazioni».
«Il dato sull?inflazione diffuso oggi è la dimostrazione di una politica economia del governo che ha fatto fallimento». Lo ha affermato il segretario dei Ds Piero Fassino alla trasmissione del Tg3 ?Primo Piano?. Fassino ha rilevato che «l?inflazione di oggi è la più alta degli ultimi anni e vanifica l?azione di risanamento portata avanti dal centrosinistra. Oggi abbiamo il tasso di crescita più basso rispetto agli ultimi 10 anni, risale il deficit ed il debito pubblico, ristagnano la produzione ed i consumi. A fronte di ciò – ha rilevato Fassino – c?è una finanziaria che è stata bocciata da tutte le categorie sociali e non solo da noi». A commentare il dato della città campione è anche il responsabile della politica economica della Margherita Enrico Letta che, puntando il dito contro l?azione dell?esecutivo in materia di prezzi, ricorda come «nemmeno nella legge finanziaria ci sono interventi seri in grado di aggredire l?inflazione, perchè non c?è niente che favorisca privatizzazioni e liberalizzazione».

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