26 Novembre 2019

Scatta la corsa contro il tempo serve un tesoretto di 60 milioni

dalla lunigiana alla maremma: ecco quali emergenze nelle province dopo le verifiche incrociate è stata stilata la «classifica delle priorità»
di Lisa Ciardi FIRENZE Sono sorvegliati speciali dall’ a- gosto del 2018. Ovvero da quando il crollo del Ponte Morandi suscitò in tutta Italia la psicosi dei viadotti. In Toscana, i ponti e i viadotti sotto attento monitoraggio sono 164, considerando solo le strade provinciali, le regionali e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Da fine 2018 a oggi, fanno sapere dalla Regione, sono stati tutti controllati, stimando la necessità di lavori per un totale di 60 milioni di euro. A questo dato vanno poi aggiunti i sovrappassi di competenza di Anas, i ponti ferroviari e i cavalcavia e gli scavalchi autostradali. La mappatura più completa venne fatta lo scorso anno dall’ Upi, l’ unione delle province che mantengono la competenza su moltissime infrastrutture, pur lamentando una cronica mancanza di fondi. Lo studio mappava un totale di 1845 infrastrutture, stimando la necessità di lavori per 82,5 milioni di euro. «Il quadro tracciato un anno fa è sempre attuale – spiega il presidente dell’ Upi Toscana, Luca Menesini – e al momento, a parte alcuni lavori di asfaltatura e qualche intervento urgente, molto resta da fare. Questo perché la scorsa Finanziaria non ha previsto fondi dedicati. Dovrebbero invece essere stanziati nella prossima e questo è sicuramente un dato molto positivo. Il tempo passato non è infatti stato perso, ma è servito per studiare la situazione: saremo quindi in grado di far partire i cantieri non appena arriveranno i soldi». In particolare i 164 «sorvegliati speciali» sono stati esaminati da un team coordinato dalla Regione e creato in collaborazione con l’ Upi, le Università di Firenze e Pisa e la Federazione regionale degli ingegneri della Toscana. Del fabbisogno di 60 milioni una parte verrà stanziata dalla Regione, mentre per il resto si dovranno attendere i finanziamenti statali. Nella relazione di Upi venivano indicati alcuni viadotti del tratto fiorentino della Fi-Pi-Li (quelli San Colombano, delle Topole, Aurora e del Botraccio), ma anche ponti più piccoli come il Tambura di Vagli di Sotto (Lu) e il ponte Attilio Vergai di Villa Collemandina (Lu), il ponte Sant’ Ansano a Lucca e il cavalcavia di Querceta a Seravezza. Segnalati anche i ponti di Barbarasco (Licciana) e dei Vegnuti (Fivizzano) a Massa Carrara. Tante le infrastrutture a rischio nel grossetano, dal viadotto a 32 campate sulla provinciale 154 a Grosseto, a quello di Castiglion della Pescaia sulla 158. Molto resta da fare, ma qualcosa è stato intanto realizzato. Dalla Città Metropolitana di Firenze fanno sapere che fra i lavori effettuati ci sono quelli al viadotto sul fiume Elsa a Castelfiorentino. Sempre nell’ empolese è chiuso il ponte a Marciana per lavori di consolidamento. Sulla E45 in Umbria, il Codacons aveva denunciato la situazione del cavalcavia di Ponte San Giovanni e di quello di Collestrada. Per entrambi Anas ha assicurato l’ assenza di rischi. Secondo alcuni rilievi in Umbria, ci sarebbero almeno cento tra viadotti, ponti e gallerie da mettere in sicurezza. E anche qui è stata stilata la ‘classifica delle priorità’. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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