Scatta la corsa ai testi scolastici Buoni spesa e sconti contro i rincari
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fonte:
- Il Secolo XIX
fino a 500 euro il costo per ogni studente. i consumatori: «dovrebbero essere gratis per tutta la scuola dell’ obbligo»
Emanuela Schenone Arriva puntuale come un malanno di stagione e si abbatte sulle famiglie proprio alla fine delle vacanze. Anche quest’ anno il caro -libri graverà sulle tasche dei consumatori con una serie di aumenti che hanno già messo in allarme studenti e genitori. Secondo i dati diffusi da Codacons, i prezzi dei libri di testo nel 2019 sono saliti dell’ 1,7%, più del triplo dell’ inflazione registrata dall’ Istat per il mese di agosto, pari a +0,5%. Ma stando al monito raggio effettuato dall’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i rialzi sarebbero anche maggiori, arrivando a un +3% rispetto allo scorso anno, con una stima di spesa media per ogni ragazzo, per i libri e due dizionari, pari a 470, 55 euro. Ma la cifra può variare a seconda della scuola, del grado di istruzione e delle scelte più o meno “virtuose” degli insegnanti. LE RICHIESTE DEI CONSUMATORI «Il problema andrebbe risolto alla radice – spiega Furio Truzzi presidente nazionale di Assoutenti – i libri dovrebbero essere gratuiti non solo per le elementari ma anche per le medie, visto che si tratta di scuola dell’ obbligo. Siccome l’ istruzione è un bene primario, come la salute, per l’ acquisto dei libri di testo dovrebbe essere previsto al massimo il pagamento di un ticket. Invece non si fa nulla per agevolare le famiglie». Insomma, al di là degli aumenti – che certo ci sono stati la materia è piuttosto complessa e contrastare la politica dei rincari non è l’ unica soluzione possibile. «Quest’ anno non si può parlare di una vera e propria stangata, sono rialzi lievi, diciamo che per un alunno delle medie la spesa oscilla tra i 200 e i 300 euro e per uno studente delle superiori arriva anche a 500 euro – aggiunge Truzzi – cifre che, però, potrebbero essere più basse se venisse applicato quanto stabilito dalla nota annuale del Ministero». Per ora, purtroppo, su questo fronte siamo molto indietro, le indicazioni del Miur, che vanno dall’ introduzione di una libreria digitale all’ adozione di libri autoprodotti alla creazione di una biblioteca di classe, sono state in gran parte disattese. «E anche le disposizioni sui tetti di spesa non vengono rispettate, ogni scuola può decidere di sforare il limi te oltre il 10% previsto senza incorrere in sanzioni, e questo ricade sui consumatori». UN AIUTO DALLA REGIONE Per alleggerire il peso della voce scuola sul bilancio familiare, Regione Liguria da qualche anno ha messo a disposizione delle borse di studio per l’ acquisto di libri di testo per gli studenti delle medie e delle superiori. «Nel 2017 e nel 2018 la Regione ha erogato 7 mila borse di studio per studenti con fascia di reddito fino a 50 mila euro di Isee – dice Ilaria Cavo, assessore regionale all’ istruzione – voglio precisare che diamo soddisfazione a tutte le domande che riceviamo, chiunque presenti richiesta ottiene la borsa di studio. Ogni anno stanziamo due milioni di euro a tal fine e i fondi che avanzano restano a disposizione per nuove borse di studio, quindi rivolgo un appello alle famiglie perché si facciano avanti per presentare la domanda, ricordo che i bandi aprono il 16 settembre e chiudono il 30 novembre». IL MERCATO DELL’ USATO I modi per risparmiare non mancano ma orientarsi tra le tante opzioni che offre oggi il mercato, dal cartaceo al digitale, non è facile. Uno dei punti fermi è certamente il settore dell’ usato che, anche nell’ era del web, si conferma il principale alleato degli studenti. «Chi si affida al mercato dell’ usato, sia in libreria che su internet, può arrivare anche a spendere la metà del prezzo previsto dalla lista – dice Marco Ma rubbi socio e amministratore genovese del gruppo Libraccio – il fatto è che ogni anno c’ è la tendenza a far adottare nelle scuole nuove edizioni di libri che poi magari cambiano in minima parte, mentre si potrebbero mantenere gli stessi per un po’ di anni per venire incontro alle famiglie». Inevitabile quindi che l’ andamento del settore sia legato a questi cambiamenti, come spiega Marubbi, «nelle annate più fortunate, cioè quando gli editori hanno fatto uscire meno novità, ci sono molte possibilità di trovare libri usati e fare buoni affari, i nostri sconti vanno dal 38 al 50 % circa, su una lista da 300 euro si possono risparmiare dai 100 ai 150 euro». E il giro di affari, nonostante le oscillazioni, si conferma in crescita. «Si va dai 9700 libri venduti quest’ anno nel negozio di piazza Rossetti, ai 3500 del punto vendita di Sampierdarena fino ai 1000 di via Cairoli – dice Marubbi – l’ unica flessione riguarda Sampierda rena, ma su quella zona ha pesato molto il crollo del ponte». Molto più alti i numeri per quanto riguarda i libri nuovi, sono 16650 i testi venduti quest’ anno nel solo negozio di piazza Rossetti. WEB E SUPERMERCATI «La concorrenza oggi non viene solo dall’ usato ma anche dai supermercati e dall’ online a cominciare da Amazon – dice Gabriele Benna, presidente Federcartolai Ascom Confcommercio – ormai le cartolerie a Genova che vendono libri scolastici sono meno del 20%, sui libri la percentuale di margine è del 10-13%, troppo bassa. Mentre la grande distribuzione applica sconti con percentuali che praticamente corrispondono al ricarico dei venditori. È impossibile sopravvivere in un mercato così». Tante le catene che si sono buttate sul settore scolastico con promozioni vantaggiose. La maggior parte dei supermercati, da Pam a Conad, offre infatti sconti sotto forma di buoni spendibili in altri generi, con percentuali che arrivano fino al 25%. Un trend in crescita secondo un sondaggio del portale Skuola.net che rivela che 1 famiglia su 4 quest’ anno si presenterà al supermercato con la lista dei libri. «Le prenotazioni sono in aumento rispetto all’ anno scorso – confermano da Coop Liguria – per ora ne abbiamo ricevute 50 mila. Abbiamo riservato ai soci uno sconto del 15% sul prezzo di copertina dei volumi, con la possibilità di scegliere se ordinarli di persona oppure online e poi ritirarli sia negli ipermercati sia nei supermercati». –
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