Scatta l’ ora del Bancomat per tutti
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fonte:
- Il Secolo XIX
DOPO la proroga che ha cancellato la dead line del 28 marzo (ma è una proroga che non dovrebbe valere per i pochi che fatturano più di 200mila euro), per commercianti e professionisti si avvicina il momento in cui saranno obbligati a dotarsi del Pos, il sistema per i pagamenti elettronici. L’ appuntamento è fissato al 30 giugno e, dopo le polemiche e i distinguo da parte delle associazioni di settore, è arrivato il momento di correre ai ripari e adattarsi alle nuove regole. Se infatti è vero che nell’ ultimo milleproroghe, non sono previste sanzioni per chi non si adegua, il che vale a dire che l’ obbligo può essere violato, è tuttavia probabile che la situazione venga riparata con un altro decreto da emanare a breve. Decreto che dovrebbe chiarire anche il calendario, eliminando gli ultimi dubbi residui sull’ obbligo per chi fattura più di 200mila euro. Esercenti e professionisti in ogni caso hanno cominciato ad attrezzarsi: una delle soluzioni a cui si guarda con maggiore interesse è quella del “Mobile Pos”, il sistema di pagamento su telefonino o tablet, che può costituire un’ alternativa ai sistemi tradizionali, più costosi. Ad avere lanciato il servizio per ora sono Visa e Cartasì, che lo hanno presentato pochi giorni fa al Mobile World Congress di Barcellona; e Intesa Sanpaolo, che insieme a Vodafone ha presentato il suo Move and Pay Business: un sistema costituito da un lettore che si collega in modalità bluetooth allo smartphone o al tablet e permette di riceve i pagamenti in mobilità. Costo mensile del servizio base:12 euro. Non pochissi mo, ma meno rispetto ai Pos tradizionali, che possono arrivare anche al doppio. Lo spirito della norma è quello di far diminuire l’ uso del contante, che in Italia rappresenta l’ 87% del totale, contro il 60% della media europea. Secondo l’ Abi il costo della gestione del cash è di 10 miliardi all’ anno: se riuscissimo a dimezzarlo, ci faremmo una mezza manovra. Il problema però, dicono gli esercenti, è costituito dalle commissioni, ritenute troppo alte: parliamo dello 0,5-1% per quanto riguarda il bancomat e del 3-4% per le carte di credito (ma noncisono obblighi su quest’ ultime). «Siamo favorevoli alla riduzione del contante – spiega al Secolo XIX Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti – e siamo anche convinti che ne ricaverebbero benefici gli esercenti. Il problema è che il costo dei pagamenti elettro nici da noi è troppo alto: si chiede all’ imprenditore di dotarsi del Pos, ma non si fa nulla per evitare che questo rappresenti un ulteriore onere». In alcuni casi, spiega Bussoni, si rischia addirittura di andare in perdita: «Prendiamo il caso di untabaccaio, che ci permette di pagare il bollo auto. Mettiamo che lei paghi il suo bollo da 250 euro intabaccheria, sa quanto è il margine dell’ esercente su questo pagamento? Un euro. Se lo paga con carta di credito o con il bancomat, l’ onere a carico del tabaccaio può arrivare anche a 4 euro. Insomma ci si rimette». E quindi quali sono le richieste? «Che gli oneri vengano ridotti, che vengano introdotti incentivi, insomma renderlo conveniente». Anche le associazioni di consumatori sono divise sull’ argomento. Altroconsumo, secondo cui «non si può più difendere l’ uso del contante», sottolinea il fatto che cosìverranno tagliati i costi di gestione del denaro e verrà colpita l’ evasione. Gli ordini professionaliarchitetti e ingegneri in primis -parlano invece di «ennesimo regalo alle banche». Secondo uno studio del Centro studi dei consulenti del lavoro in effetti l’ obbligo genererà ungiro d’ affari da 2 miliardi per gli istituti di credito. «È vero – dice al Secolo il presidente del Codacons Marco Donzelli – che per il consumatore è fondamentale avere strumenti di pagamento efficaci e non costosi, ma è anche vero che più il denaro diventa virtuale, più si ha difficoltà a controllare la spesa. Per quanto riguarda l’ aspetto fiscale bisogna invece parlare chiaro: l’ evasione spesso è diventata un modo per sopravvivere alle tasse, specie per i piccoli esercizi e imprenditori. Abbiamo a che fare con queste persone tutti i giorni. Questo non vuol dire che bisogna evadere, ma che per risolvere i problemi del Paese la riduzione del contante da sola non basta».
federico simonelli
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