10 Maggio 2014

Scatta il bonus di risultato ai vigili in busta paga il premio sul merito

Scatta il bonus di risultato ai vigili in busta paga il premio sul merito

FRANCO VANNI DARE un bonus ai vigili più efficienti. È il progetto dell’ amministrazione comunale, che per fine mese ha convocato i vertici e i sindacati della polizia locale. All’ ordine del giorno c’ è la revisione del contratto integrativo dei ghisa, che sarà rivisto «in base a criteri di premialità », come introdotto dal decreto Brunetta del 2009 sul pubblico impiego e dai suoi regolamenti attuativi. Oggi il contratto integrativo dei vigili prevede che gli importi aggiuntivi allo stipendio base (circa 3mila euro l’ anno) siano dati a tutti gli agenti in forma uguale, salvo eccezioni per chi ricopre incarichi particolari. L’ obiettivo è passare da questo schema di versamenti “a pioggia” a un sistema basato invece sul merito. Ma come si stabilisce quale vigile sia meritevole al punto da avere più soldi in busta paga rispetto ai colleghi? È proprio quello che dovranno stabilire insieme i vigili e l’ assessorato al Personale del Comune, in un incontro fissato il 26 maggio ma destinato probabilmente a essere rinviato a causa delle elezioni europee. Un possibile criterio, ovviamente, è la produttività. Una prospettiva che spaventa non poco consumatori e utenti della strada. «Produrre non deve volere dire multare il più possibile – mette in guardia Marco Donzelli, presidente di Codacons – in particolare non si massacri chi lascia l’ auto in divieto di sosta, in una città che non ha parcheggi a sufficienza». Una preoccupazione condivisa da Andrea Trentini, presidente dell’ associazione di centauri Motocivismo: «L’ augurio è che non vengano dati premi in denaro a chi fa più multe – dice – sarebbe davvero inaccettabile ». Per i sindacati di polizia locale, invece, il rischio più grande è che la “quota variabile” si trasformi in un premio per chi sta simpatico al proprio capo. «Da anni nella polizia locale gli scatti di anzianità sono stati sostituiti dalla cosiddetta progressione orizzontale – dice Daniele Vincini, del sindacato Sulpm – in pratica, l’ aumento va solo a chi ha una buona valutazione da parte dei suoi superiori. Chiunque abbia lavorato anche un solo giorno nella sua vita sa che, in qualsiasi ufficio, il preferito del capo non è per forza il più bravo. Quindi ci opponiamo all’ idea che anche i bonus siano dati con questo criterio». Se Palazzo Marino ha deciso di adeguare il sistema dei compensi percepiti dai vigili al decreto Brunetta è perché teme, come molte altre amministrazioni pubbliche, possibili sanzioni da parte della magistratura contabile. «In casi simili la Corte dei conti è intervenuta chiedendo l’ adeguamento dei contratti alle nuove norme. Agire per tempo è quindi doveroso», dice Adelmo Pacini, alto dirigente della polizia locale. Il contratto integrativo dei 2.900 vigili milanesi, infatti, non viene rivisto dal 2002. I ghisa si sono rivolti a esperti giuslavoristi per quantificare quale parte dell’ integrativo potrebbe davvero essere assegnata «in base a criteri di merito». Secondo Vincini, «all’ inizio non sarebbero più di 300 euro l’ anno, su 3mila totali, ma è il principio che contestiamo. Nessun corpo di polizia prevede premi individuali. Chiederemo che siano esclusi dai bonus solo quegli operatori che abbiano avuto addebiti disciplinari». Per GiovanniAurea, sindacalista della sigla di base Usb, «c’ è addirittura il rischio che l’ amministrazione possa chiederci indietro soldi che abbiamo percepito dal 2009, anno del varo del decreto Brunetta. Di fronte a qualunque ipotesi compensativa, che ci costringesse a restituire fondi, risponderemo con battaglie legali». © RIPRODUZIONE RISERVATA Tavolo sui criteri per assegnare 3mila euro all’ anno di integrativo I sindacati contrari al decreto Brunetta: “No agli incentivi individuali” L’ alt dell’ associazione Motocivismo: “Sarebbe inaccettabile legare alle multe la produttività”
franco vanni

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