24 Ottobre 2009

Scaroni (Eni): “Lo Stato riduca le tasse”

 
«Quando un cittadino va a fare la benzina paga il petrolio 200 dollari al barile perché ci sono 120-130 dollari di tasse che restano qualunque sia il prezzo del barile». Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, a margine di un convegno sull’energia, commentando le polemiche sul continuo aumento del prezzo dei carburanti. Ieri, infatti, secondo il monitoraggio di Staffetta Quotidiana, diverse società petrolifere hanno ritoccato di nuovo al rialzo i propri listini. L’incremento più consistente è quello di Api-Ip, che con un aumento di 1 centesimo si porta a 1,323 euro al litro per la benzina e a 1,167 per il gasolio. Per lunedì sono, inoltre, previsti ulteriori rincari per la benzina, mentre il gasolio dovrebbe mantenersi stabile. LE REAZIONI Prendendo in considerazione i nuovi aumenti, per un pieno di benzina di un’auto di media cilindrata ci non bastano 66 euro.  È allarme tra i consumatori: secondo il Codacons, «l’isterismo dei listini solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio» e sottolinea che «solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro e il gasolio 1,095».
 

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