Scarioni in pronto soccorso.Il Comune chiede i danni
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fonte:
- Il Giorno
Prima la figuraccia, dopo l`arrabbiatura. E ora la caccia ai responsabili. «Qualche testa cadrà», promette il vicesindaco Riccardo De Corato. Lo smacco per la chiusura della piscina Scarioni, dopo un solo giorno dall`apertura, ancora brucia nelle stanze di Palazzo Marino. È bastata una giornata da tutto esaurito, sabato, per far «saltare» sei scalette e i quattro depuratori della piscina di via Valfurva. Il sindaco Albertini forse si è pentito del tuffo con cui venerdì scorso ha inaugurato l`impianto chiuso da ben tredici anni. De Corato, invece, che ieri mattina ha svolto un sopralluogo nell`impianto, già delinea una strategia per il riscatto dell`amministrazione comunale: «In sede civile chiederemo danni miliardari. Qualcuno dovrà rispondere, forse penalmente, sicuramente civilmente, per il danno d`immagine subito dal Comune». Nel mirino del vicesindaco finiscono le due imprese milanesi che, in una doppia tranche (dal 1999 al 2001 e dal 2001 al 2003), hanno curato la ristrutturazione della Scarioni: «Il problema è che abbiamo a che fare con imprese che fanno male i lavori, utilizzando lavoratori extracomunitari avventizi. Oggi più che in passato trionfa l`improvvisazione a scapito della professionalità».
De Corato annuncia tre indagini per scoprire chi ha sbagliato. La «notte dei lunghi coltelli» si avvicina per i responsabili delle imprese, ma anche per i tecnici di Palazzo Marino. La prima indagine verrà curata dal settore opere pubbliche del Comune; la seconda è un`internal auditing e verrà effettuata da Giuseppe Albanese. Scenderà in campo anche il Politecnico, a cui l`amministrazione cittadina ha affidato una perizia giurata. «Entro venti giorni – promette De Corato – le indagini verranno concluse. E conosceremo i nomi dei “colpevoli“. A quel punto riferirò sulla questione in consiglio comunale». La riapertura della Scarioni è invece prevista entro una settimana.
Termini che non convincono gli esponenti dell`opposizione a Palazzo Marino, che ieri in consiglio comunale hanno presentato un`interrogazione urgente in cui chiedono di conoscere i nomi delle ditte appaltatrici e di acquisire i certificati riguardanti i lavori per la piscina.
Non è mancata l`ironia rivolta nei confronti del sindaco Albertini. E del suo sfortunato tuffo d`inaugurazione. Alberto Martinelli, consigliere comunale Ds, dice: «Neanche la fantasia di Dario Fo sarebbe riuscita a creare una farsa simile. Al sindaco consiglio un motto: meno esibizione e più manutenzione». Andrea Fanzago, della Margherita, annuncia un suo singolare regalo per Albertini: «Una piscina gonfiabile». E aggiunge: «Ho limpressione che la piscina non sia mai stata pronta, altrimenti non si spiegherebbe la presenza di un camion di spurghi in prossimità dell`impianto».
Davide Tinelli (Rifondazione comunista) rivolge i «complimento al sindaco. C`è stata una precisa volontà di inaugurare una piscina non ancora terminata. Gli abitanti delle case di fronte ci dicevano che il tetto è sconnesso: alla prima pioggia qualcosa succederà».
Il Codacons, intanto, ieri ha chiesto con un esposto l`intervento della Corte dei Conti. «Che i soldi dei milanesi non siano stati spesi bene per la ristrutturazione della Scarioni mi pare di tutta evidenza – commenta Marco Maria Donzelli, presidente dell`associazione dei consumatori -. Ora speriamo che la Corte dei Conti definisca le responsabilità e commini le giuste sanzioni, per evitare che possa ripetersi una situazione assurda come questa».
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