24 Giugno 2003

«Scarioni chiusa, chi ha sbagliato pagherà»

«Scarioni chiusa, chi ha sbagliato pagherà»


I tecnici: guasti da novembre i depuratori delle vasche. L?opposizione: hanno forzato i tempi di apertura



Il Comune cerca i responsabili della «figuraccia mondiale» regalata dalla finta inaugurazione della piscina Scarioni, chiusa 24 ore dopo la riapertura per «guasti tecnici». Ieri mattina alle 9 il vicesindaco Riccardo De Corato, furibondo, era sul posto insieme con tutti gli attori della tragedia: rappresentanti delle due imprese che hanno ristrutturato l?impianto, direttore dei lavori, collaudatori, responsabile del provvedimento, direttore centrale tecnico e così via. «Chi ha sbagliato deve pagare e risarcire il Comune per questa figuraccia mondiale», ha ripetuto il vicesindaco mentre i tecnici si affannavano a spiegare cosa non aveva funzionato. L?amministrazione si è già affidata a due esperti del Politecnico che dovranno redarre una perizia giurata. A questa si aggiungeranno la relazione tecnica dell?ingegnere Antonio Acerbo, direttore del settore Lavori Pubblici, e il parere dell?avvocato Giuseppe Albanese, responsabile dell?Internal Auditing di Palazzo Marino. «Quando avrò tutti i documenti a disposizione – conclude De Corato – decideremo come procedere contro i responsabili di questo pasticcio che ci ha causato un danno di immagine miliardario».
Il resto è la corsa contro il tempo per riaprire la piscina «a metà settimana». Prima, bisogna ovviare ai «problemi tecnici» che sabato hanno reso necessaria la chiusura dell?impianto. Già risistemate le 6 scalette di risalita che avevano ceduto. Mentre alle 20 di ieri diversi operai erano ancora al lavoro per sostituire i materiali che filtrano l?acqua all?interno dei depuratori. In parte i filtri sono stati sporcati dalla piena del Seveso di fine novembre 2002, quando acqua e fango inondarono i locali di servizio della Scarioni. I tecnici dovranno poi valutare la pericolosità di una griglia sul fondo della vasca più piccola. Passando su quella piastra d?acciaio, mentre faceva il bagno, sabato pomeriggio un bambino di 7 anni si è procurato un taglio di qualche centimetro sotto la pianta del piede. Il piccolo è stato medicato a Niguarda con una prognosi di 12 giorni.
Il resto è la rabbia di De Corato: «Adesso tutti se la prendono con il sindaco. Ma voglio ricordare che un amministratore pubblico non è tenuto a controllare la tenuta delle scalette». Un problema legato alle imprese o alle strutture tecniche del Comune? «Il mondo imprenditoriale – sbotta De Corato – non è più affidabile. Lavorano male, lasciano le cose fatte a metà, si affidano a extracomunitari non specializzati. Insomma: molta improvvisazione e poca professionalità. E parlo di aziende piccole e grandi indistintamente».
In consiglio, ieri sera, dopo la relazione di De Corato, l?opposizione ha simbolicamente regalato una piscina gonfiabile al sindaco Albertini. E Andrea Fanzago, della Margherita, ha commentato: «Abbiamo saputo che la Scarioni non ha ancora neppure un collegamento telefonico. Il nostro dubbio, a questo punto, è che l?impianto non fosse ancora pronto per essere aperto e che qualcuno abbia forzato i tempi per fare l?inaugurazione a tutti i costi. Se fosse così, non bisogna chiedere la testa dei tecnici, come sta facendo la maggioranza, ma dei politici».
La giornata si è chiusa con un esposto del Codacons alla Corte dei Conti. «È evidente che i soldi dei milanesi non sono stati spesi bene – ha commentato il presidente dell?associazione consumatori, Marco Donzelli -. Ora speriamo che la Corte accerti le responsabilità e dia la giuste sanzioni».


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