22 Febbraio 2013

«Scarico abusivo». Esposto del Codacons

«Scarico abusivo». Esposto del Codacons

 

? CASTELVETRO ? L’ ESPOSTO è pronto a planare sulla scrivania della Procura modenese, oltre che in Provincia e in Municipio a Castelvetro. E la denuncia, che lancia l’ allarme su un presunto «scarico abusivo che rischia di contaminare l’ acquedotto», arriva direttamente dalla sede regionale del Codacons: mittente, il vice presidente nazionale Bruno Barbieri. A mettere in moto il meccanismo è stata la segnalazione di un residente dell’ area artigianale di Sant’ Eusebio. E si è tradotto, ora, nel faldone destinato alle autorità per un’ eventuale valutazione del caso. «Il problema ? spiega lo stesso Barbieri in una nota ? riguarda due pozzi per l’ acqua potabile, uno dei quali acquisito di recente proprio dal Comune. Ci preoccupa in particolare la presenza di una fognatura e di un fosso a cielo aperto: la prima risulta interrata fino a 160 metri da un pozzo (il Testo unico ambientale fissa a 200 metri la distanza minima di queste condotte dai pozzi, ndr) e riversa in un fossato vicino, non impermeabilizzato, dove scaricano anche le acque provenienti dalla strada e dall’ area artigianale. Il fosso, invece, sembra impaludarsi a soli 50-60 metri da uno dei pozzi, lo supera a 4 metri di distanza e prosegue verso il secondo pozzo, finendo poi nel ruscello Rio Colombi. Ad aggravare la situazione ci sono anche dei grossi tubi di cemento, forse collettori fognari visto che ne escono depositi melmosi, e delle caditoie, che raccolgono pure le acque di lavaggio dei piazzali e delle coperture. Che a loro volta si presume finiscano nella fognatura. Vista la vicinanza dei pozzi d’ acquedotto per usi idropotabili, riteniamo dunque gravissimo sottovalutare i pericoli di un inquinamento del terreno e delle falde circostanti». Immediata la replica del sindaco, che salta i ?verificheremo’ per andare diritto su una smentita categorica dei rischi paventati dal Codacons. «Accuse fuori dal mondo ? dice Giorgio Montanari ?, il problema semplicemente non esiste. Conosco bene l’ area, proprietà di una fondazione benefica privata, e in 70 anni non c’ è mai stata alcuna criticità sulle acque. Senza contare che il monitoraggio sulla loro qualità è costante da parte di Arpa e Ausl. Il fossato al quale si riferisce il Codacons è lì dal ‘700 e ha sempre raccolto le acque scure senza problemi, completamente separato dai pozzi. Così anche la fognatura e indicata, nella quale arrivano solo acque che secondo le norme, finora rispettate da tutti, sono già state trattate e ?ripulite’ all’ uscita dalle singole aziende. In più, l’ area di Sant’ Eusebio sarà a breve ampliata e riqualificata. E tra i lavori previsti c’ è anche un nuovo allacciamento che convoglierà tutti gli scarichi verso Spilamberto e attraverso un depuratore. La sicurezza di quei pozzi è dunque del mille per cento». Valerio Gagliardelli.

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