Scandalo T-red, si apre il processo 225 automobilisti sono parte civile
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fonte:
- Il Resto del Carlino
UN PASSO deciso e importante per 225 automobilisti, sanzionati negli scorsi mesi per essere passati col rosso dopo essere stati fotografati dai semafori a rilevazione automatica di infrazione, che hanno chiesto di costituirsi parte civile nell’ udienza preliminare a carico di 33 persone. Ieri mattina si è aperta, davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Milano Bruno Giordano, l’ udienza su presunte irregolarità nei bandi di gara e nel funzionamento di apparecchiature per la rilevazione automatica delle infrazioni al Codice della strada in pratica per i T-Red e i velox. Gli imputati sono accusati – a vario titolo – di aver truccato le gare d’ appalto per piazzare i T-red sulle strade di 35 piccoli e medi comuni. Oltre al Codacons, ha chiesto di costituirsi parte civile al gup Bruno Giordano, anche la società produttrice degli stessi semafori e una società di trasporti. Tra gli imputati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere e turbata libertà degli incanti "a mezzo di un accordo collusivo di cartello", figura anche l’ amministratore unico dell’ azienda che commercializzava in via esclusiva i T-red. L’ inchiesta, coordinata dalla procura della Repubblica di Milano, era partita nel 2008 da un esposto dei cittadini di Segrate e si era via via allargata agli altri 34 comuni. Allora la Guardia di Finanza del capoluogo lombardo eseguì sequestri in tutta Italia, Lendinara compresa. Sotto la lente della Procura erano finiti gli appalti relativi agli ‘ affitti’ delle apparecchiature e la temporizzazione delle stesse che avrebbero avuto delle anomalie nella durata del giallo. Tra gli indagati c’ è anche il comandante della polizia municipale di Lendinara, Natale Dallagà, difeso dall’ avvocato Ezio Conchi. Il capo d’ imputazione nei confronti del pubblico ufficiale è di turbativa d’ asta: in pratica, stando alla tesi dell’ accusa, Dallagà avrebbe pilotato la gara d’ appalto per i tre autovelox di Lendinara, favorendo l’ azienda che li commercializzava in via esclusiva. La difesa di Dallagà è affidata all’ avvocato Ezio Conchi del foro di Rovigo, che sembra intenzionato a non fare richiesta di alcun rito alternativo, evidentemente confidando di potere dimostrare l’ inconsistenza dell’ unica accusa formulata a carico del proprio assistito relativa ad un solo episodio. Si tornerà in aula il prossimo 16 giugno.
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