14 Luglio 2013

Scandalo rimborsi, sindaco e Codacons parti civili

Scandalo rimborsi, sindaco e Codacons parti civili

 

Il sindaco Marco Giorgianni e il presidente provinciale del Codacons , avv. Antonio Cardile, hanno preannunciato rispettivamente che il Comune di Lipari e l’ Associazione dei consumatori si costituiranno parte civile nell’ inchiesta sui rimborsi gonfiati pagati dall’ ente per missioni di amministratori e funzionari. Giorgianni ha tenuto a precisare che chiederà i danni per conto del Comune più rappresentativo delle Eolie in base a quelli che saranno gli effettivi rinvii a giudizio sulle richieste relative ai 17 indagati che dovranno comparire il prossimo 14 gennaio davanti al gip del Tribunale di Barcellona. E ai quali, va ricordato, si contestano i reati di truffa aggra vata in concorso, falsità ideologica in atti pubblici in concorso, con le contestate aggravanti e, infine, abuso d’ ufficio in concorso. «Se le ipotesi della pubblica accusa si rivelassero provate – ha scritto in una nota l’ avv. Antonio Cardile (presidente provinciale del Codacons) saremmo innanzi all’ ennesima vicenda che si risolve ai danni delle tasche dei contribuenti ed a solo vantaggio della “casta”. Ci riserviamo di interessare anche la Corte dei Conti qualora dovesse risultare provato quello che per la Procura si profila come un caso di sperpero di denaro pubblico». Ed ancora, ha proseguito Cardile, «stiamo predisponendo anche le costituzioni di parte civili per conto di alcuni residenti che si sono rivolti alla nostra associazio ne allo scopo di far valere i propri diritti di cittadini ed organizzeremo un incontro pubblico per illustrare l’ iniziativa e raccogliere le adesioni degli interessati». Si sta intentando, insomma, come sottolinea lo stesso rappresentante del Codacons, una prima class action politica. Sulla questione è intervenuto anche Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, il quale ha evidenziato che «chiederemo alla magistratura di andare a fondo e di rendere pubbliche tutte le spese ingiustificate del Comune, così come abbiamo fatto recentemente per le spese dell’ Ars. I cittadini di Lipari e di tutta la Sicilia hanno non solo il diritto di sapere come vengono spesi i propri soldi, ma anche quello di rivalersi sui responsabili di usi impropri di denaro pubblico».i.

peppe paino

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