10 Novembre 2012

Scandalo pure a Lecce finiscono agli arresti due medici salentini

Scandalo pure a Lecce finiscono agli arresti due medici salentini

LECCE – Sperimentazioni non autorizzate sui pazienti e tangenti dalle industrie produttrici di apparecchiature mediche. Queste le pesanti accuse con le quali ieri mattina sono finiti agli arresti due cardiologi salentini: Vincenzo Luigi Politi, 34enne di Squinzano, iscritto all’ Ordine dei medici di Lecce, e Alessandro Aprile, 37enne, nato a Lecce e residente a Modena. Insieme con loro, nell’ operazione «Camici sporchi», partita dal Policlinico di Modena e che ieri mattina ha visto coinvolti 150 carabinieri del Nas in dieci regioni italiane, sono stati arrestati altri 7 medici e indagate 67 persone, tra cui un commercialista leccese residente a Bologna. I 9 arrestati sono accusati, a vario titolo, di peculato, corruzione, falso in atto pubblico, associazione a delinquere, truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale e sperimentazioni cliniche senza autorizzazione. Secondo gli inquirenti, i medici sottoponevano i loro pazienti a sperimentazioni non autorizzate, impiantando loro «stent» e apparecchiature senza certificazione «Ce» e mal funzionanti e falsificando le cartelle cliniche. Come ritorno economico, avrebbero ottenuto le tangenti che le aziende produttrici delle apparecchiature inviavano sotto forma di donazioni sui conti di onlus fittizie. Al momento gli investigatori hanno accertato 66 sperimentazioni, ognuna delle quali coinvolgeva più pazienti. L’ inchiesta è partita nel febbraio del 2011, dopo la denuncia dell’ associazione «Amici del cuore», che segnalò in Procura e in Regione numerosi casi di decessi sospetti. I pazienti avevano avuto a che fare con la struttura di Emodinamica del policlinico di Modena. La Regione chiese all’ ospedale di fermare alcune attività di sperimentazione. Qualche mese più tardi, poi, fu sospesa dall’ incarico la direttrice del reparto di Cardiologia, Maria Grazia Modena, 60 anni, ieri mattina finita ai domiciliari. Del caso si interessò anche il Codacons: il presidente della sezione modenese Fabio Galli ricevette due plichi, contenenti i dati di 7 decessi sospetti e di numerosi casi di complicanze e 152 pagine riguardanti scambi di e-mail a contenuto economico. Il collegamento tra i decessi sospetti (su due casi, in particolare, si stanno concentrando le indagini) e le sperimentazioni non è stato ancora accertato. Quel che è certo, però, è che dai conti di tre associazioni (una romana, una di Bologna e l’ altra di San Lazzaro di Savena), è stato sequestrato circa un milione di euro. A capo di una delle onlus pare ci fosse un commercialista leccese residente a Bologna, che insieme ad altre 6 persone è stato raggiunto dall’ interdizione dell’ esercizio dell’ attività professionale. Nel sistema di sperimentazioni e tangenti, secondo gli investigatori, erano coinvolte 12 aziende private (sei con sede tra Genova, Milano e Brescia, le altre situate in Polonia, Germania, Irlanda, Belgio e Stati Uniti). Per tutte è scattato il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Ingenti i danni al sistema sanitario nazionale: era il Policlinico di Modena, infatti, a pagare tutte le sperimentazioni non autorizzate. Uno «stent» costava mille euro, una corografia 700. Vincenzo Luigi Politi fino a ieri era, insieme alla professoressa Modena, ancora in servizio al Policlinico. Alessandro Aprile, invece, lavorava nell’ ospedale di Pieve di Coriano (Rimini) e all’ epoca dei fatti frequentava un master nell’ ospedale modenese. Entrambi si trovano ai domiciliari. Detenuti in casa anche Maria Grazia Modena, la 38enne modenese Simona Lambertini, il 38enne romano Giuseppe Biondi Zuccai, il 41enne romano Fabrizio Clementi, il 54enne romano Alessandro Mauriello, il 36enne bergamasco Andrea Amato. In carcere l’ ex responsabile della struttura di emodinamica, il 47enne romano Giuseppe Sangiorgi. Agli arrestati non sono state contestate lesioni ai pazienti. Ieri sono state effettuate anche 33 perquisizioni.

 

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