18 Settembre 2019

Scandalo manutenzione Dopo la metro il pm indaga sui bus a fuoco

i sospetti della procura in seguito alla scoperta che la ditta appaltatrice delle scale mobili truffava l’ atac. con la complicità di alcuni dirigenti
di Maria Elena Vincenzi Atac ancora nel mirino. Dopo l’ appalto per le scale mobili che la scorsa settimana ha portato a una misura interdittiva per tre dirigenti della municipalizzata dei trasporti, ora potrebbe profilarsi una nuova grana. La procura ha affidato una consulenza sui tanti episodi di bus andati in fiamme degli ultimi mesi. Poco meno di una decina quelli finiti al vaglio della magistratura che ha dato mandato ai tecnici di capire le cause dei roghi. Se siano da attribuire al fornitore, cioè se i mezzi siano stati consegnati difettosi o se, invece, come per le scale mobili ci sia un problema di manutenzione che, a lungo andare, porta ai disagi che sono sotto agli occhi di tutti. E a un rischio per l’ incolumità dei passeggeri che, ogni giorno, salgono sui mezzi pubblici. Anche in questo caso, come è stato per il fascicolo delle scale mobili, si parte dall’ episodio più eclatante: quello dell’ autobus avvolto dal fuoco in via del Tritone, a pochi metri da palazzo Chigi. Era il maggio del 2018, ma da allora, di roghi ai bus ce ne sono stati a decine. È proprio su questo che ora sono al lavoro i consulenti della procura. Per ora il fascicolo è senza indagati e senza ipotesi di reato, ma presto dovrebbe arrivare la consulenza e i pm decideranno come procedere. Dai flambus alla metro: i magistrati stanno ancora lavorando all’ inchiesta relativa ai guasti nelle scale mobili delle stazioni della metropolitana. Oltre ai quattro soggetti colpiti dalla misura cautelare che li terrà lontano dal lavoro, bisogna capire le responsabilità degli altri undici indagati. Alcuni di loro sono operai di Metroroma scarl che hanno materialmente sabotato le scale: le loro posizioni sono ora al vaglio degli inquirenti. La manutenzione, piaga di Roma. E non solo per i mezzi pubblici. I pm hanno anche delegato una serie di accertamenti alla guardia di Finanza su un altro tema scottante: quello delle buche. Lo scopo è verificare come siano stati spesi i fondi destinati alla manutenzione stradale, per la riparazione delle voragini presenti in molte strade romane, derivanti dalle multe. L’ istruttoria rientra nel procedimento avviato dopo un esposto del Codacons, secondo cui il denaro proveniente dalle contravvenzioni sarebbe stato utilizzato per altre finalità. Anche questo fascicolo, per ora, è senza indagati e senza ipotesi di reato, anche se l’ associazione dei consumatori ipotizzava il falso. Ma il Campidoglio ha precisato che, per la parte di sua competenza, pari al 50 per cento, « le previsioni di bilancio rispettano esattamente i vincoli di utilizzo dei proventi delle contravvenzioni che vanno destinati, nella misura del 50%, a interventi di manutenzione della segnaletica, di potenziamento delle attività di controllo e ad altre attività connesse al miglioramento della sicurezza stradale tra cui la manutenzione delle strade » . Quanto all’ altra metà, che è « nella disponibilità dell’ ente anche per spese di altra natura » , il Comune ha assicurato la massima collaborazione alla magistratura. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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