1 agosto 2016

SCANDALO BUONUSCITE POSTALI NON RIVALUTATE DAL 28-2-1998!

SCANDALO
BUONUSCITE POSTALI NON RIVALUTATE DAL 28-2-1998!

Dipendente
postale? Agisci con il Codacons per vedere riconosciuto il tuo
diritto alla rivalutazione


I
FATTI.
A partire dal 28 febbraio 1998 le poste italiane sono
state trasformate, con legge, da ente pubblico economico (Ente Poste
Italiane) in società privata per azioni (Poste Italiane SpA).

La
legge finanziaria del 1998 italiana ha previsto che i lavoratori
assunti prima della privatizzazione dell’azienda hanno diritto:

  1. per
    gli anni di lavoro antecedenti al 28 febbraio 1998, all’indennità
    di buonuscita
    maturata sino a quel
    momento
    ;

  2. mentre,
    a partire dal 28 febbraio 1998, al trattamento di fine rapporto
    (TFR).

Ciò
ha comportato un danno per i pensionati e per i lavoratori che, nella
propria pensione, non vedono e non vedranno incrementato il valore
della propria buonuscita poiché,
anziché
essere rivalutata tenendo conto di tutti gli anni effettivi di lavoro
e delle connesse progressioni professionali,

sarà calcolata invece sull’ultimo
stipendio prima del collocamento in pensione, dunque subendo un
arresto al 28 febbraio 1998.

LA
NORMATIVA EUROPEA.
Ebbene,
l’Italia con questa legge
non
ha rispettato la normativa europea
,
che invece impone di considerare tutti gli anni effettuati dal
personale trasferito ai fini anche del trattamento previdenziale.

Tale
obbligo infatti è previsto dall’art. 3, n. 1, primo comma, della
Direttiva 77/187 CEE ed è stato confermato dalla Corte di Giustizia
Europea con la sentenza del 14 settembre 2000 con cui ha sancito la
salvaguardia dei diritti economici dei lavoratori anche se l’ente
pubblico presso il quale hanno lavorato si è trasformato in un
soggetto privato.

In
Italia purtroppo la Corte Costituzionale ha fornito una
interpretazione in base alla quale è stata sancita la sostanziale
legittimità costituzionale del sistema disciplinato dall’art. 53
comma 6, lett. a), della legge n. 449/97, rilevando altresì che il
danno derivante dal differimento dell’erogazione dell’indennità di
buonuscita rispetto al momento della sua determinazione troverebbe
compensazione nella previsione dell’unicità del rapporto e nel
rispetto delle anzianità maturate, con i conseguenti riflessi sui
livelli delle retribuzioni e, quindi, sulla base di calcolo della
quota da determinare ai sensi dell’art. 2120 del codice civile.

La
Corte di Cassazione, sulla scorta delle argomentazioni svolte dalla
Consulta, nella sentenza n. 366 del 2006, ha suffragato la
legittimità di calcolo dell’indennità di buonuscita sulla base
della retribuzione maturata al 28 febbraio 1998, momento a partire
dal quale il dipendente postale matura il diritto al TFR.

La
Corte di Giustizia Europea, invece, si è pronunciata nel senso della
legittimità di una richiesta di computo dell’indennità di
buonuscita sulla base del trattamento retributivo in atto al momento
della risoluzione del rapporto di lavoro, sia il riconoscimento in
favore dell’indennità di interessi e rivalutazione monetaria.

CONTRO
QUEST’INGIUSTIZIA TUTTA ITALIANA

AGISCI
ADESSO CON IL CODACONS!

L’INIZIATIVA
CODACONS.
Pertanto:

1)
se sei un dipendente di Poste Italiane Spa assunto con un contratto
prima del febbraio 1998,

2)
e se ad oggi non hai ancora maturato il diritto al pensionamento,
oppure se sei andato in pensione da non oltre 5 anni,

ADERISCI
ALL’AZIONE COLLETTIVA DEL CODACONS:

1)
Il Codacons invierà una diffida collettiva al governo,
a
nome di tutti i dipendenti delle Poste aderenti
,
al fine di richiedere allo Stato Italiano:

a)
di recepire la normativa comunitaria e la giurisprudenza della Corte
di Giustizia con contestuale esposto alla Commissione Europea per
l’avvio di una eventuale procedura di infrazione contro l’Italia

b)
l’erogazione
di un indennizzo, a tutti i dipendenti di Poste Italiane aderenti a
questa azione Codacons
,
equivalente
al
mancato
riconoscimento
dell’anzianità
maturata
dal
1998 sino alla data del pensionamento, come danno provocato dal
Governo per il mancato recepimento delle normative europee.

2)
in caso di infruttuoso decorso del termine di 90 giorni
,
o di risposta negativa, verrà instaurato un
Giudizio
collettivo avanti al Tribunale Civile
.

In
tale giudizio verrà inoltre richiesta la
rimessione
della questione alla Corte di Giustizia, al fine di risolvere il
contrasto tra normativa italiana e Comunitaria
,
laddove ad esser pregiudicati dalle norme di diritto interno sono
diritti
fondamentali dell’individuo
,
in quanto la Corte Costituzionale ha, diverse volte, affermato che la
rivalutazione dei crediti da lavoro dipendente costituisca forma di
attuazione dell’art. 36 della Costituzione (Corte Cost. 204/1989;
401/1993).


Se
lavori in Poste italiane da prima del 28 febbraio 1998 e devi ancora
andare in pensione oppure sei andato in pensione da non oltre 5 anni
e vuoi partecipare a questa azione,
iscriviti
al Codacons e all’azione

al costo di 250 euro e invia la documentazione che ti verrà
richiesta
ENTRO
E NON OLTRE IL 31 NOVEMBRE 2016.

Per
partecipare a questa azione
clicca
qui
.

Agisci
adesso per ottenere finalmente giustizia!!!

*N.
B. La quota di 250 euro comprende l’adesione a questa azione e dà
diritto ad esser assistiti sia nella fase stragiudiziale che nel
giudizio collettivo avanti al Tribunale Civile di Roma.

I
documenti necessari, che verranno successivamente richiesti agli
iscriti all’azione, sono:


contratto di lavoro


doc. identità


ricalcolo tramite caf o commercialista degli importi differenziali
dovuti a seguito della liquidazione dell’indennità di buonuscita
sulla base della’ultima retribuzione integralmente percepita all’
atto della cessazione del rapporto di lavoro con Poste Italiane
s.p.a.e.


ultime buste paga con specifica evidenziazione di quelle rilasciate
prima del 1998 e di quelle successive;


prospetto buonauscita al momento della cessazione.