Scandalo benzina aumenti a raffica tra le proteste
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fonte:
- L`Unità
La “verde“ sopra quota 1,24 il litro I consumatori: rincari ingiustificati
Come previsto, il ritocco all`insù dei listini Agip ha dato il via libera ad una raffica di aumenti per la benzina, che hanno portato la verde fino a un massimo di 1,243 euro e il gasolio a quota 1,119 euro al litro: il costo di un rifornimento completo per un`automobile di media cilindrata si aggira così sui 62 euro e 15 centesimi. L`aggiornamento dei prezzi ha riguardato la quasi totalità delle compagnie petrolifere ed ha scatenato nuove polemiche, con i consumatori in rivolta che chiedono l`intervento della Guardia di Finanza e il dicastero dello Sviluppo economico che chiede spiegazioni in merito all`ondata di rincari. Nell`incontro di oggi tra Pierluigi Bersani, i rappresentanti dei gestori e l`Unione petrolifera si discuterà anche di questo: “Il regime dei prezzi è libero – sottolinea il consigliere del ministro, Umberto Carpi – ma resta il fatto che il livello dei prezzi in Italia è molto più alto che nel resto d`Europa. Il differenziale si muove in una forbice che va da 0,26 a 0,50 euro al litro e in questo momento tocchiamo il margine massimo“. Il caro-benzina sarà, dunque, una delle questioni centrali che l`esecutivo porrà alle compagnie: “Vediamo che cosa avranno da dirci“. Ma l`Unione Petrolifera si difende: le dinamiche registrate sui mercati internazionali “non sono state trasferite interamente sul mercato interno“. Venerdì scorso la benzina ha superato la soglia dei 600 dollari a tonnellata, eguagliando il picco del settembre 2006, a causa delle “rinnovate tensioni geopolitiche, questione iraniana e nigeriana in primis“, ma anche del calo delle scorte e alla fermata di alcune raffinerie negli Stati Uniti, mentre il gasolio “rispetto agli stessi valori di sei mesi fa, è diminuito di 0,014 euro al litro, a fronte di un prezzo industriale sceso a 0,058 euro al litro“. Una replica che non convince per nulla le associazioni dei consumatori. Ieri il Codacons ha inviato “una nuova segnalazione ad Antitrust e Procura di Roma, chiedendo di mandare la Guardia di Finanza presso le sedi delle compagnie petrolifere per verificare se gli aumenti degli ultimi due giorni siano giustificati o meno“ e ha invitato il ministero dell`Economia ad “avviare un`azione di responsabilità nei confronti dell`Agip, in parte ancora proprietà dello Stato tramite l`Eni, per aver dato avvio ai rincari della benzina“. Federconsumatori e Adusbef sollecitano, invece, l`Antitrust ad accelerare i tempi dell`indagine conoscitiva già avviata sugli aumenti dei carburanti, che sposteranno “risorse economiche dalle tasche delle famiglie alle compagnie petrolifere pari a 700-800 milioni di euro, facendo pagare per i pieni di benzina 30 euro in più all`anno per costi diretti. Mentre per i costi indiretti vi saranno 28 euro in più dovuti all`aumento dei costi di trasporto dei beni di largo consumo“.
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