13 Febbraio 2002

Scajola: un ticket per volare sicuri

SICUREZZA E sugli episodi di Malpensa e Fiumicino Lunardi assicura: nessun allarme, solo inconvenienti che rientrano nella casistica

Scajola: un ticket per volare sicuri


Il tributo frutterebbe 148 milioni di euro. L`opposizione: «Un nuovo balzello»

Roma.Una tassa per la sicurezza in aeroporto. La proposta è del ministro Scajola, che ipotizza un tributo di 4,5 euro a carico dei diritti aeroportuali di imbarco di passeggeri e merci. Un “ticket“ che frutterebbe 148 milioni di euro da destinare a personale e mezzi di soccorso aeroportuali. Immediate, dopo l`analoga proposta del ministro Alemanno per l`emergenza mucca pazza, le polemiche sul «nuovo balzello»: Margherita e Rifondazione, Cisl e Codacons protestano ricordando il “meno tasse per tutti“ della campagna elettorale. Ma il ministro replica: «Sarà a carico del sistema del trasporto aereo, come in molti paesi, e non dei contribuenti italiani».
Il ministro dell`Interno parla dell`ipotesi alla commissione Trasporti della Camera, nell`ambito dell`indagine conoscitiva sulla sicurezza del trasporto aereo. Giovedì 21 toccherà al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi. Claudio Scajola dunque annuncia che è allo studio «un tributo di 4,5 euro a carico dei diritti aeroportuali d`imbarco e dei passeggeri e delle merci, i cui proventi – spiega – sono destinati all`acquisto di mezzi e attrezzature di soccorso aeroportuali».
Il ministro spera così di raccogliere 148 milioni di euro. Già oggi, dice il ministro, l`intero onere del servizio antincendio negli aeroporti è stimabile in 206 milioni di euro l`anno. «Il ministero dell`Interno – dice il titolare – ha recentemente proposto la presentazione di un emendamento da inserire nel disegno di legge in materia di infrastrutture e trasporti». Insomma, i passeggeri pagheranno un “ticket sicurezza“? «Non lo deve pagare il passeggero – puntualizza Scajola – il costo deve essere supportato dal sistema volo».
E a proposito di sicurezza, il ministro informa che il Viminale ha anticipato la fornitura di 20 rilevatori di esplosivi, che si aggiungono ai 12 già attivi negli aeroporti italiani. «L`acquisto spetta alle imprese di gestione aeroportuali – spiega – ma il Viminale ne ha anticipato la fornitura ritenendola di estrema importanza». Dopo i tragici fatti dell`11 settembre sono state adottate misure straordinarie di sicurezza: dei 4 mila militari impegnati nella tutela di obiettivi a rischio «ben 1.539, poco meno del 40%, sono stati impegnati negli aeroporti». Sui voli cosiddetti “sensibili“ le verifiche manuali del bagaglio a mano sono aumentate del 20%, mentre il 100% dei bagagli da stiva viene passato ai raggi x. Sul fronte della sicurezza da incidenti e manovre errate, Scajola afferma che «ci deve essere unicità di comando, perché oggi negli aeroporti operano troppe figure».
In questo filone si inserisce l`inchiesta sugli ultimi episodi accaduti negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, avviata dal ministro Lunardi. Dalle prime analisi comunque, assicura il ministero Trasporti, «non c`è alcun allarme sulla sicurezza del volo in Italia» e «gli inconvenienti dei giorni scorsi rientrano nella casistica». Il generale Fornasiero, il superispettore per il controllo del traffico aereo a cui Lunardi ha affidato l`inchiesta, sottolinea «la professionalità dei controllori di volo che, con tempestività, hanno bloccato l`aereo che aveva imboccato la direzione sbagliata».
Ma l`idea di una nuova tassa aeroportuale per la sicurezza solleva parecchie critiche. «Una nuova tassa al giorno – attacca Giuseppe Fioroni della Margherita – non c`è male per chi ha abbindolato gli elettori al grido di “meno tasse per tutti“». «I passeggeri le tasse per la gestione del trasporto aereo già le pagano – protesta Ugo Boghetta di Rifondazione – e non si comprende perché si debba aumentarle».
Critica anche la Fit-Cisl: «Il nuovo balzello – dice Dario Ballotta – va ad aggiungersi a quello sulla security di spettanza aeroportuale e alla fuel-surcharger di recupero da parte delle compagnie aeree degli aumenti del greggio dello scorso anno. Con quest`ultimo si segnerebbe il de profundis per il trasporto aereo italiano». «Quella tassa esiste già da alcuni anni – tuona il Codacons – venne introdotta con decreto e intervenimmo presentando ricorso al Tar. Ma non fu mai tolta dal sistema».

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