18 Giugno 2008

Scajola annuncia lo stop per sei mesi per le azioni collettive

Il governo frena sulla Class action e rimanda al primo gennaio 2009 l`entrata in vigore del testo di legge perché bisognoso di qualche modifica e limatura. La possibilità di intraprendere un`azione legale collettiva da parte di quei cittadini che vogliano avere giustizia per comuni torti subiti o per chiedere risarcimenti di gruppo, dovrà attendere almeno sei mesi. Con il disappunto delle associazioni dei consumatori. La conferma del rinvio arriva direttamente dal ministro Claudio Scajola, che, ribadendo l`assoluto consenso dell`esecutivo al provvedimento, sottolinea come questo necessiti di un “percorso di revisione con le parti interessate“. Il ministro infatti riconosce l`importanza di avere nel nostro Paese una normativa sulla class action ma precisa che la legge va ritoccata perché “abbiamo il sospetto – spiega – che così com`è porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori“, mentre l`obiettivo deve essere “dare giustizia a chi si sente danneggiato“. L`approvazione del provvedimento sull`azione collettiva previsto per il 29 giugno è dunque saltato e il capo del dicastero dello Sviluppo economico ha anche convocato per oggi il Consiglio nazionale dei consumatori per “discutere insieme alle parti coinvolte i ritocchi al progetto di legge“. Ma questo stop della normativa non va giù al Codacons. “Siamo assolutamente contrari a qualsiasi rinvio – sostiene Carlo Rienzi, presidente dell`associazione – e ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria, il cui intento chiaro è quello di affossare i diritti dei consumatori“. Per il capogruppo dell`IdV alla Camera, Massimo Donadi, questo slittamento “è sbagliato“. “Ancora una volta – aggiunge il deputato – questo governo preferisce tutelare la Casta e gli amici degli amici piuttosto che i cittadini“. L`Adiconsum invece, sostenendo che “miglioramenti alla legge si possono realizzare anche con la normativa in corso d`opera“, non critica la decisione del governo, purché le modifiche vengano apportate. “Se il rinvio – afferma il presidente Paolo Landi – dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d`accordo, ma temiamo che non sia così, viste le pressioni di Confindustria. Fin dall`inizio abbiamo sottolineato come la normativa sulla class action fosse macchinosa, lunga, scarsamente efficace. Se di questo è convinto anche il ministro Scajola avrà tutto il nostro appoggio per realizzare le modifiche e non sono i sei mesi di rinvio l`aspetto determinante“. Di diverso avviso il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che dichiara: “Non mi piace che alcuni governi scrivano le norme e quelli dopo le cancellino. Questa è un`altalena che non fa bene al Paese, non crea un clima costruttivo e di fiducia. Il governo, nel passaggio del testimone, dovrebbe prendere in carico quello che ha fatto il precedente“.

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