25 Luglio 2018

«Sbagliato vietare l’ ingresso agli accompagnatori»

«Da adesso in poi un bambino non potrà andare al pronto soccorso accompagnato dai genitori e una donna anziana non potrà andare con i figli. Così il Comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica ha chiuso tout court il problema della sicurezza negli ospedali. Una soluzione che non è una soluzione e che il Codacons non approva.«Abbiamo combattuto – si legge in una nota – per avere sicurezza negli ospedali, abbiamo chiesto l’ intervento del governo nazionale e anche l’ aiuto dell’ esercito ma adesso ci rendiamo conto che le istituzioni non riescono a fronteggiare il problema e chiudono le porte ai parenti dei pazienti che si recano al pronto soccorso».«Il rimedio ci sembra peggio del male – afferma Giovanni Petrone presidente regionale Codacons – perché per proteggere i medici si finisce per esporre a rischi e pericoli importanti i pazienti. In un momento di grande fragilità, come quello del ricovero in un ospedale, soprattutto i soggetti più deboli che si possono sentire disorientati e impauriti, hanno bisogno di un supporto e con quest’ idea aberrante viene violentata la sensibilità dei pazienti e leso il diritto alla salute».«Le soluzioni – conclude Petrone – sono: abbattimento dell’ attesa, presenza fissa e costante di un presidio di pubblica sicurezza e potenziamento del personale medico».«Riteniamo positiva la volontà dell’ assessore regionale della Salute, Ruggero Razza, di affrontare il grave problema delle aggressioni all’ interno dei pronto soccorso, ma crediamo che la soluzione individuata non sia la più idonea a risolvere l’ intensificazione degli episodi di violenza nei confronti del personale medico e sanitario». Lo scrivono in una nota il segretario generale territoriale della Ugl, Giovanni Musumeci, e i segretari provinciali delle federazioni Ugl sanità e Ugl medici, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri. «La regola che vieta l’ accesso all’ interno delle sale del pronto soccorso a persone che non sono né pazienti, né dipendenti, è già esistente e dovrebbe valere per tutti gli ospedali, è una mera questione di salvaguardia dei requisiti minimi di igiene e non un capriccio. Motivo per cui crediamo non abbia senso ghettizzare il solo pronto soccorso del “Vittorio Emanuele”, applicando finalmente le regole, quando poi in tutti gli altri nosocomi accade l’ esatto contrario. Il rischio è quello che l’ utenza si sposterebbe nel vicino ospedale “Garibaldi” o negli altri punti di emergenza della città».

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