21 Maggio 2003

Sassi nella ciotola, e la fame rendeva il pit bull più feroce

Blitz di codacons ed enpa per liberare un cane utilizzato per combattimenti clandestini
Sassi nella ciotola, e la fame rendeva il pit bull più feroce



Lo tenevano in una sorta di «prigione» probabilmente in attesa di un combattimento. Per fortuna nel destino di un pit-bull di tre anni, c`era l`incontro con i volontari del Noz, (Nucleo operativo zoofilo) del Codacons, e dell`Enpa (Ente nazionale protezione animali) che, ieri pomeriggio, con un blitz nelle campagne di Macalucia lo hanno liberato affidandolo alle cure di un veterinario.
Tutto è partito da una segnalazione all`Enpa da parte di un cittadino che ha descritto il luogo in cui si trovava rinchiuso il cane. I volontari si sono appostati nei pressi, un casolare abbandonato nel territorio di Mascalucia, aspettando per un paio di giorni che qualcuno arrivasse per sfamare l`animale ma non si è presentato nessuno. Così, ieri pomeriggio, la decisione di intervenire per liberare il pit-bull.
Il cane, un esemplare maschio, era maltenuto e legato ad una pesante catena. Nella ciotola del cibo aveva un mucchio di pietre – forse perché, affamato, avrebbe potuto essere più feroce – e, cosa più grave, presentava delle gravi ferite (che qualcuno aveva tuttavia cominciato a curare) alla testa, alle orecchie, alla schiena, segnale -secondo i volontari – di un combattimento affrontato nei giorni scorsi. I volontari lo hanno liberato e il cane per nulla aggressivo, è stato fatto salire in macchina per essere trasportato nell`ambulatorio del veterinario. Codacons ed Enpa, presenteranno una denuncia ai carabinieri per maltrattamento di animale e faranno delle verifiche per andare alla ricerca di un eventuale proprietario (non si esclude che possa essere stato rapito). «Vorremmo invitare i cittadini – è l`appello lanciato dal responsabile del Noz, Salvatore Saraniti – a segnalare eventuali situazioni del genere al Codacons (095/370437 o all`Enpa (095/7312376). La loro collaborazione è importantissima per interrompere questa piaga dei combattimenti tra cani».

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