30 Aprile 2019

Sardegna: accreditare gli studi medici privati per affrontare la carenza di personale

Cala il numero di camici bianchi in Sardegna e per affrontare l’ emergenza il Codacons lancia un appello alla Regione affinché siano accreditati gli studi medici privati. Per l’ associazione che si occupa della tutela dei diritti dei consumatori il problema nazionale avrà anche una valenza regionale. “Entro il 2025 – fa sapere con un documento – nell’ isola mancheranno 1.150 medici”. Un dato legato legato ai progressivi pensionamenti che ci saranno nei prossimi anni e che le nuove assunzioni non riusciranno a compensare. Con il risultato che a trovarsi sguarnite saranno le corsie degli ospedali e le strutture territoriali. Da qui, per assicurare i servizi agli utenti, la richiesta di incontro all’ assessore alla Sanità Mario Nieddu. “Per affrontare l’ emergenza abbiamo deciso di inviare una istanza alla Regione Sardegna – fanno sapere dal Codacons -, chiedendo di accreditare presso il servizio sanitario gli studi medici privati, al pari di quanto già avviene con le cliniche convenzionate, che devono operare per sopperire alla mancanza di camici bianchi”. Per l’ associazione poi il problema si potrebbe risolvere apportando alcune modifiche alla norma vigente ed estendendo la formula del pagamento del ticket, per i pazienti che hanno necessità di prestazioni mediche, anche alle strutture non accreditate “così come già avviene presso le strutture private accreditate o presso gli enti sanitari pubblici”. La carenza di personale riguarda poi il settore delle emergenze: pronto soccorso e 118. Situazione affrontata nel corso del vertice che si è svolto all’ assessorato della Sanità e a cui hanno partecipato i direttori generali e tutti i responsabili del sistema regionale di emergenza e urgenza (EMUR). L’ inizio di un percorso, come fa sapere l’ assessore regionale della Sanità Mario Nieddu. “Ci troviamo davanti alla necessità di far fronte a una carenza di personale dovuta, principalmente, a una mancata programmazione. Un problema ereditato che ora ci troviamo ad affrontare con una certa urgenza”. Allo studio non solo soluzioni di lungo periodo: “In vista della stagione estiva, che avrà un impatto sul nostro sistema sanitario stiamo lavorando per dare risposte al territorio nel breve e medio periodo e garantire, sia nelle zone costiere, sia nelle aree interne il miglior servizio possibile a cittadini e turisti”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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