13 Giugno 2003

Saranno forniti i dati di affluenza.

I diessini lamentano la scarsa partecipazione degli emigrati. Saranno forniti i dati di affluenza. D`Alema si astiene



ROMA ? L`interrogativo è: tra domenica e lunedì gli italiani che saranno andati a votare per il referendum raggiungeranno il numero di 24 milioni 751 mila? Se sarà così avranno vinto i «sì» e quanti vogliono estendere le tutele dell`articolo 18 alle imprese con meno di 16 dipendenti. Altrimenti avrà vinto la squadra degli astensionisti e dunque il «no». A quota 24.751.000 si raggiunge infatti il quorum e il referendum è valido. La cifra è frutto della metà, più uno, dei 47 milioni 200 mila elettori residenti in Italia e i 2 milioni 300 mila elettori italiani residenti all`estero. E potrebbero essere proprio questi ultimi a fare qualche differenza. Gli italiani residenti all`estero votano per la prima volta e il loro numero alza la soglia del quorum. In realtà loro hanno già votato per corrispondenza. I risultati dell`affluenza si avranno oggi, mentre lo scrutinio avverà contestualmente allo spoglio degli altri voti. Ma il ministro degli italiani nel mondo Mirko Tremaglia è già soddisfatto: «Gli italiani all`estero hanno onorato l`impegno dimostrando grande attaccamento all`Italia». Secondo le prime valutazioni dei Ds, invece, per colpa di una serie di disfunzioni, sarebbero andati a votare solo in 500 mila, meno del 25%. Intanto, sul territorio nazionale, i due schieramenti si confrontano. Per i promotori del referendum (Prc, Verdi, diessini di Socialismo 2000) il quorum è «a portata di mano». Tuttavia precisano: «Per noi sarebbe un`affluenza particolarmente bassa, tra il 20-25%, ma un`affluenza sopra il 35% sarebbe da considerarsi già alta». Di contro Renato Brunetta, promotore del comitato per il no assicura: «La maggioranza degli italiani ha già deciso, tutti i sondaggi dicono che il quorum non si raggiungerà». In ogni caso, precisa l`eurodepuitato di FI, «non bisogna andare a votare: a questo referendum si è arrivati per una resa dei conti a sinistra voluta da Bertinotti». Comunque sia, il segretario di Rifondazione va dritto per la sua strada: «La situazione è in bilico. Da una parte c`è la grande crescita nel paese reale del partito del sì. Dall`altra l`oscurantismo di chi ha lavorato per vanificare il referendum». E tra questi non ci sono solo gli esponenti della Casa delle libertà, ma anche tutti i leader dell`Ulivo: da Fassino a Mastella, passando per Rutelli e Boselli. Dice il leader della Margherita: «Questo referendum è sbagliato. Siamo per non andare a votare o votare no». Ed emblematico è lo slogan scelto dai Ds: un grande «No» di colore rosso: «Non votare un referendum inutile e sbagliato». Esattamente quello che stigmatizza il leader della Cgil Guglielmo Epifani: «Nelle competizioni si vince o si perde se si partecipa. L`idea che possa vincere chi sta in tribuna non mi piace». Intanto Massimo D`Alema smentisce le voci riportate da alcuni quotidiani sulla sua intenzione di andare a votare al referendum. «E` indecente ? commenta il presidente dei Ds ? il fatto che ci siano quotidiani che, invece di informarsi dei fatti, riportano veline che hanno il carattere di propaganda politica e diventano tramite di manovre politiche». «Io ? ricorda D`Alema ? ho votato a favore di un documento, che è stato approvato al direttivo del mio partito. Avendolo condiviso, mi atterrò a quello che dice quel documento, è ovvio. Ho dichiarato più e più volte ? conclude ? che il mio comportamento sarebbe stato coerente con le decisioni prese dal mio partito. Trovo che questo è oltre i limiti del decoro. Sono solo congetture, illazioni». Esattamente il contrario di quanto faranno altri diessini come Vincenzo Siniscalchi, Gloria Buffo, Alfiero Grandi, Fabio Mussi e Cesare Salvi. E mentre il verde Paolo Cento fa sapere che sono oltre seicento le adesioni allo sciopero della fame indetto per sensibilizzare gli organi di informazione a dare adeguata copertura mediata alla consultazione, il Viminale fa sapere che, come è avvenuto in tutte le precedenti consultazioni referendarie, fornirà le percentuali sull`affluenza alle urne sia domenica che lunedì. Così il ministero dell`Interno ha risposto alla richiesta formulata dal comitato promotore del referendum sull`abrogazione della servitù coattiva di elettrodotto e dal Codacons (coordinamento di associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti di utenti e consumatori) che fa parte del comitato promotore dello stesso referendum. Il ministero dell`Interno precisa di «aver valutato attentamente le motivazioni addotte a sostegno della proposta di non comunicare alla stampa in tempo reale i dati relativi all`affluenza alle urne riferiti alla giornata di domenica 15 giugno, al fine di non influenzare l`esito del referendum», ma si dice «convinto dell`importanza di rispettare il principio della massima trasparenza nel garantire la piena conoscenza a tutti gli elettori delle notizie e dei dati riguardanti lo svolgimento del referendum».

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