21 Dicembre 2014

Sarà un Natale gelido sul fronte dei consumi

Sarà un Natale gelido sul fronte dei consumi

La propensione ai consumi, in teoria, sarebbe anche alta. Il 47 per cento della popolazione – ha fatto sapere Confesercenti spera ancora di avere soddisfazioni la mattina del 25 dicembre. E allo stesso tempo cresce anche il desiderio di partire durante l’ inverno, se l’ apposito indice di Confcommercio è passato tra novembre e dicembre da 55 a 58 punti. Poi, a riportare gli italiani alla realtà ci pensano il combinato disposto tra la crisi e l’ accavallamento di scadenze fiscali (Tasi e Irpef in testa), che assorbiranno il grosso della tredicesima. Almeno per i consumi, quello ormai prossimo, sarà un Natale freddo. Confcommercio ha calcolato che nel quinquennio della crisi la spesa degli italiani per regali, vacanze e cenoni è calata del 40 per cento. Rispetto all’ anno scorso, ha fatto sapere l’ associazione guidata da Carlo Sangalli, si impegneranno per i consumi circa 41 euro in meno (cioè il 3,1 per cento in meno). Anche perché quello che si acquista grazie «alle tredicesima o con redditi da lavoratori autonomi passerà, per famiglia e a prezzi costanti, dai 1.329 euro del 2013 ai 1.288 del 2014». I dati definitivi arriveranno dopo l’ Epifania. Intanto, secondo Carlo Rienzi del Codacons, c’ è poco da stare allegri. «Le vendite natalizie», dice il leader dei consumatori, «stanno registrando un andamento negativo, con una riduzione media del -5 per cento rispetto allo scorso anno e una contrazione generalizzata dei consumi pari a circa 500 milioni di euro sul 2013». In quest’ ottica, deve far riflettere quello che ha denunciato ieri Federalberghi: circa 48 milioni di italiani non andranno in vacanza. E se si sposteranno, lo faranno soltanto appoggiandosi da parenti e amici. Di conseguenza, «tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente 11,8 milioni di italiani (-1,6 per cento rispetto al 2013) dormendo almeno 1 notte fuori casa. A Natale l’ 88 per cento resterà in Italia (rispetto al 91% del 2013) ed il 12 per cento andrà all’ estero (rispetto al 9 per cento del 2013). A Capodanno invece il 69 resterà in Italia (rispetto al 76 del 2013) ed il 31 andrà all’ estero (rispetto al 24% del 2013)». Tra quelli che resteranno a casa, aggiunge l’ associazione, «quasi 30 milioni dichiarano di non potersi muovere per motivi economici». Soltanto il 16 per cento evidenzia cause legate alla salute e rispettivamente il 14 e il 7 per cento chiama in causa problemi di salute o di lavoro. In ogni caso un anno nero per il settore della ricezione. Cosa che invece non si potrà dire per il comparto del turismo in generale. Complice la riapertura delle tratte verso il Mar Rosso, il giro d’ affari legato alle festività natalizie toccherà quota 7,8 miliardi di euro. In sintesi, un +12 per cento rispetto al 2013. Lo studio di Federalberghi fa dire a Rienzi: «Gli italiani arrivano a fine anno con le tasche sempre più vuote, impoveriti da una pressione fiscale insostenibile e da un potere d’ acquisto in costante riduzione. Una situazione fortemente negativa che determina tagli di spesa non solo nel settore dei viaggi, dello svago e dei divertimenti, ma in tutto il comparto relativo al Natale». Amara la conclusione d Rienzi: «In definitiva gli italiani non hanno soldi nemmeno per fare regali, e i viaggi durante le feste sono diventati oramai un vero e proprio lusso riservato a pochi fortunati». Pac.
francesco pacifico

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