17 Settembre 2003

“Sanzioni severe per chi specula“

“Sanzioni severe per chi specula“

E` riuscito solamente a metà lo sciopero dei consumatori


Nonostante Romano Prodi da Bruxelles continua a predicare che «i rincari non sono colpa dell`euro» accusando che la lievitazione dei prezzi è un vizio tutto italiano «perché non c`è stata sorveglianza», gli ascolani, ieri, pur non avendo aderito in massa allo sciopero della spesa proclamato dall`Intesa dei consumatori, che riunisce Codacons Adusbef Adoc e Federconsumatori, si sono ugualmente scagliati contro i rincari. Se in Italia la spesa ha fatto registrare il calo di un buon 30 per cento ad Ascoli l`astensione dallo shopping è stata “a macchie di leopardo“. “Contro l`aumento indiscriminato dei prezzi – ha sostenuto Domenica Angelini, casalinga di Monticelli – occorrono provvedimenti veri e non palliativi. Bisogna innanzitutto sostenere l`azione delle associazioni dei consumatori, perché venga individuato un paniere reale».

«Occorrono sistemi di controllo sugli aumenti dei prezzi, che sono diventati vere speculazioni. Si dovrebbero dare direttamente ai Comuni la responsabilità, i compiti e le funzioni di controllo. E` necessario anche prevedere sanzioni per i casi più evidenti d`aumento ingiustificato. Sanzioni vere: così com`è prevista una multa per chi pratica prezzi troppo bassi, ci deve essere ancora di più quella per chi specula. Non ci si può mostrare timidi in questa situazione che per molti cittadini costa il passaggio allo stato di povertà. Si pensi solo al grande numero di famiglie monoreddito».

«Sinceramente – ha affermato Carlo Oddi proprio all`uscita di un negozio del centro storico – di questo sciopero della spesa non ne sapevo nulla. Probabilmente, però, avrei aderito anche se lo sciopero indistinto contro tutti i commercianti non ha senso. Bisognerebbe seguire invece le leggi del mercato, per cui si penalizzano i negozi disonesti solo scegliendo quelli onesti. Se tutti scioperano si penalizzano gli onesti».

Gli fa eco Carlo Laudi: «La situazione sta diventando intollerabile e inaccettabile. I rincari superano anche il 100 per cento soprattutto nel campo alimentare, della ristorazione e pubblici esercizi. Ci stiamo veramente impoverendo. L`aumento dei prezzi non ha nessuna giustificazione. È solo una gigantesca speculazione a vantaggio di qualche migliaia d`imprese commerciali».

«Se con questo sciopero s`intende solo salvare il portafoglio almeno per un giorno – ha detto Maria Luisa Tomassetti – allora è un`iniziativa che serve a poco. La speranza è invece che questo sciopero della spesa sia utile per testimoniare la generale insofferenza delle famiglie per il carovita. Dare insomma un segnale dell`insoddisfazione dei cittadini. In due anni i redditi degli italiani sono stati, infatti, falcidiati, tra rincari dei generi alimentari, della rc auto, dei servizi bancari e dei prodotti di più largo consumo».

«Con i rincari che abbiano subito sui beni primari, in primis gli alimentari – ha detto Ettore Canali – dovremmo scioperare ogni giorno, ma non in questo modo. Dovrebbero attuare lo sciopero solo nei confronti di quei commercianti che praticano rialzi dei prezzi non giustificati, maggiori degli altri».

Inoltre, Gianfranco Antonucci, responsabile ad Ascoli dell`Adoc, Associazione per la difesa e l`orientamento dei consumatori ha annunciato «che è stato chiesto un impegno alla Prefettura ad intervenire presso i Comuni della provincia affinché si attivino costantemente i servizi annonari per quanto riguarda il rilevamento dei prezzi ed il controllo dell`etichettatura per l`individuazione della provenienza dei prodotti alimentari. Il prefetto si è dimostrato disponibile nei limiti delle leggi che regolamentano i suoi compiti istituzionali e porterà avanti la sua opera di controllo in rappresentanza del Governo».



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