24 Aprile 2013

Sanzioni per la tassa rifiuti, fallisce la class action

Sanzioni per la tassa rifiuti, fallisce la class action
 

CASTELLANZA ? Fallisce sul nascere la class-action contro le sanzioni sulla Tassa rifiuti per l’ errata indicazione delle metrature. L’ ex assessore Claudio Caldiroli voleva intentare una causa collettiva nei confronti del Comune per avere indietro le somme che – a suo avviso – sono state chieste indebitamente, ma non è riuscito nel suo intento. Su suggerimento di una delle poche persone che si sono interessate al problema, ha mandato una mail alla Confappi (la Confederazione piccole proprietà immobiliari) e a due sindacati degli inquilini: il Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini e assegnatari) e il Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio): «Purtroppo non ho ricevuta alcuna risposta – fa sapere – e nessun altro castellanzese che aveva pagato le multe, oltre ai tre che avevo incontrato io, si è fatto vivo. Visto lo scarso interesse, ho così dovuto rinunciare a prendere un appuntamento con il Codacons, che pure si era reso disponibile, per la class-action». Tutto verte su questo interrogativo: è giusto oppure no fare riferimento ai dati catastali per rilevare le discrepanze fra le metrature dichiarate e l’ effettiva grandezza degli immobili? Secondo Caldiroli è sbagliato, perché quella catastale è una superficie convenzionale diretta non ad accertare la superficie per la Tassa rifiuti ma a calcolare il valore e quindi il reddito di un fabbricato. L’ ex assessore contesta all’ Ufficio Tributi di non essere entrato nel merito della sua contestazione all’ azione amministrativa: «Ho riportato – spiega – un parere autorevole che evidenzia che non dovevano essere applicate multe: infatti la class-action che volevo mettere in atto era per la restituzione delle sanzioni e interessi, non per le cifre relative a metri più o meno esatti dichiarati dal cittadino». S.D.M.

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