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7 Ottobre 2019

Sant’Eustachio chiama…Luna

E la Luna bussò alle porte di Sant’ Eustachio. Un luogo insolito per osservare gli astri ma che segna il primo evento di lancio dell’ oratorio come luogo di aggregazione, e soprattutto del fare, per la comunità che ruota intorno al luogo di culto del popoloso quartiere della zona orientale di Salerno. Venerdì sera è stato inaugurato il centro astronomico della città di Salerno grazie alla sinergia tra Codacons Sportello tecnologico e associazione Cana (Centro astronomico Neil Armstrong) che hanno dato il via libera all’ osservazione del nostro satellite attraverso telescopi professionali. A 50 anni dalla prima passeggiata dell’ uomo sulla Luna, con la quale gli Usa rivendicavano la loro supremazia nella corsa allo spazio – chi non ricorda la storica missione dell’ Apollo 11 del 20 luglio 1969 con la quale Armstrong, divenne il primo uomo a camminare sulla superficie lunare? in tanti l’ altra sera hanno voluto ripercorrere con la memoria quell’ evento e provare il brivido di avvicinare l’ occhio al telescopio. Donato Pace, ingegnere elettronico, responsabile Codacons Sportello tecnologico, ma anche direttore tecnico della struttura di aggregazione di via Quintino di Vona, è entusiasta: «Raccogliamo i primi frutti di un lungo lavoro organizzativo. La parrocchia è frequentata da persone di tutte le età. Qui, grazie alla disponibilità del parroco, don Nello Senatore, arrivano persone da tutto il quartiere per fruire dei servizi che offriamo. Qui non accogliamo amici ma competenze; chi sa fare delle cose le insegna ad altri, che a loro volta diventano esperti in grado di dare una mano quando ce n’ è bisogno. I formatori che riescono a trasmettere le loro conoscenze alla fine creano un circuito economico utile alla collettività». LA PROMESSA Il Cana ha promesso di tornare a tenere, a Sant’ Eustachio, conferenze e dimostrazioni per i bambini. «E per gli adulti – continua Pace – Sono tante le curiosità legate alla Luna. Pochi sanno, ad esempio, che il primo allunaggio venne calcolato grazie alla Olivetti e al programma 101, la prima macchina da scrivere diventata computer. Gli Stati Uniti sono stati bravi a venderla come loro operazione, ma c’ è stata anche un po’ di Italia nel raggiungimento di questo obiettivo». Vincenzo Gallo, segretario del Cana, invece, a raccontare della Luna e degli sbarchi, in una conferenza animata da video che ha visto coinvolti i partecipanti, attratti anche dalla possibilità di utilizzare i telescopi, installati nell’ area esterna alla chiesa, per osservazioni libere della Luna, di Giove e di Saturno. Grazie ad un telo a retroproiezione è stato possibile poi proiettare le immagini del telescopio in diretta su un maxi schermo. Tra gli animatori del Cana c’ è anche il giovane Biagio De Simone, 24 anni, studente di astrofisica all’ Università di Salerno, dipartimento di Fisica. Una nuova leva che in verità segue stelle e pianeti fin dalla più tenera età. «La passione mi è nata da piccolo, grazie ad un dvd sui buchi neri e sulla cosmologia che mi regalò mio padre. Al liceo un libro di Margherita Hack mi ha riportato a questo interesse dell’ infanzia: ho deciso di farne una ragione di vita, iscrivendomi all’ università per studiare astrofisica, lì ho incontrato il Cana che mi ha accolto a braccia aperte». Tra le tante braccia aperte incontrate ci sono quelle solide di Gaetano Scuoppo, classe 1948, che oggi è anche consulente al liceo Severi, dove c’ è un planetario: «Sono nato con le stelle in testa. Amo l’ astronomia da quando avevo 14 anni. Osservavo la volta celeste ogni notte con un binocolo attaccato ad un’ asta di scopa. Ricordo ancora con emozione quando un conoscente, che aveva il telescopio C8, mi fece vedere Saturno per la prima volta. Da allora la notte per me è il cielo da scrutare». Nel corso dell’ incontro, sono stati i bambini a porre le domande più difficili sui fenomeni cosmici. «Come fanno le stelle a non cadere?». Rispondere è…una parola». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
claudia bonasi

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