21 Gennaio 2002

Sant?Elia, si gioca la partita più lunga

Il caso.

Dibattito sullo stadio alla vigilia del pronunciamento dell?assemblea che potrebbe deciderne l?abbattimento

Sant?Elia, si gioca la partita più lunga

Cinquanta miliardi per ricostruirlo, spazio a negozi e palestre

Come vorreste che fosse lo stadio Sant?Elia? Vorreste che fosse abbattuto e ricostruito, secondo il modello proposto ad Massimo Cellino, con centro commerciale palestre e così via? Oppure vorreste che il grande stadio fosse semplicemente ristrutturato? Ecco le risposte di trenta persone intervistate da L?Unione Sarda.

Gigi Piras, ex giocatore del Cagliari e allenatore del Tortolì: «Sarebbe un peccato perdere un simile patrimonio. Ma non va sottovalutata nemmeno l?ipotesi di creare una struttura sportiva moderna con negozi, punti di ristoro e altre attrattive».

Andrea Mura, velista: «Rifare lo stadio da cima a fondo, magari più piccolo, è come fare un passo indietro. Credo che sia preferibile salvare la struttura esistente e, se fosse possibile, dotarla di tutti quei servizi che non ha mai avuto?.

Carlo Poledrini, presidente della Federmanager: «Bisogna fare un passo avanti nella cultura sportiva e nella gestione dello sport. Da tifoso preferisco uno stadio piccolo ma sempre pieno ad un Sant?Elia deserto».

Chicco Tornatore, presidente dell?Ichnusa Pro motors ed ex presidente del Genori calcio: «Il Sant?Elia va restaurato. Un eventuale nuovo stadio, senza la pista olimpionica, sarebbe uno stadio a metà».

Tonino Orrù, ex presidente del Cagliari: «Demolire il Sant?Elia significherebbe perdere tanti bei ricordi. Sarebbe più opportuno restaurarlo e costruire altrove una nuova struttura sportiva attrezzata, utile alle centinaia di società sportive della provincia?

Gigi Riva, ex nazionale: «E? una scelta molto delicata che comporta la valutazione di numerosi aspetti. Io non conosco tutti gli elementi e, di conseguenza, preferirei non entrare nel merito del dibattito».

Antonello Cabras, leader Ds. «Uno stadio più piccolo sarebbe forse più adatto alle esigenze del Cagliari».
Mauro Pili, presidente della Regione: «Sono uno sportivo, anche se non praticante, ma preferisco lasciare questa valutazione al Comune».

Massimiliano Medda, attore: «Dopo i mondiali del ?90 il Sant?Elia non ha più ospitato grandi manifestazioni e, pertanto, dovrebbe essere ridimensionato. Questo anche a vantaggio degli spettatori che vedrebbero meglio la partita».

Giorgio Verderame,presidente La Palma – Monte Urpinu: «Il problema è che entrambe le soluzioni non porteranno alcun vantaggio alle società sportive minori. Quindi, dovendo scegliere, preferirei che il glorioso Sant?Elia continuasse a vivere».

Federico Palomba, ex presidente Regione: »Sono affezionato al Sant?Elia. Da presidente ho sempre considerato il Cagliari come un veicolo della Sardegna in Italia e all?estero. Oggi vorrei che la politica societaria fosse più lungimirante».

Gino Mereu, segretario regionale della Uil: «La ristrutturazione del vecchio Sant?Elia è la soluzione che risolve il problema senza grandi complicazioni».

Giampiero Meloni, dirigente del Pirri: «Il Sant?Elia è ormai vecchio e andrebbe completamente rifatto. È ormai evidente che Cagliari ha bisogno di un nuovo stadio moderno e più dimensionato alle reali esigenze dello sport».

Giancarlo Deidda, ristoratore: «Chi ha i capelli bianchi come me ha tanti bei ricordi del Sant?Elia. E sa anche che è l?unico stadio della Sardegna a poter ospitare eventi sportivi a livello europeo e mondiale. Vale la pena ?restringerlo??».

Franco Meloni, direttore generale del Brotzu: «Sono d?accordo con la ristrutturazione e la costruzione di un centro polivalente che, tra l?altro, sarebbe il primo in Italia. Cellino ha una visione moderna ed attuale dello sport: gli darei di corsa lo stadio».

Romano Satolli, segretario regionale dell?Unione consumatori: «Uno stadio senza la pista di atletica consentirebbe un maggiore contatto tra giocatori e pubblico, senza contare il fatto che un centro commerciale valorizzerebbe il quartiere rendendolo vivibile anche la notte?.

Vincenzo Soro, vice presidente della scuola calcio ?Gigi Riva?: «Un nuovo stadio, più piccolo e senza pista olimpionica? Capisco le ragioni di Cellino ma sarebbe un peccato perdere gli spazi preziosi già esistenti. Inoltre dove andrebbe a finire l?atletica?».

Francesco Masala, scrittore: «Non sono un grande intenditore di calcio ma credo che il Sant?Elia, diventato uno dei simboli di Cagliari, vada conservato e restaurato. Anche per evitare uno spreco di danaro per costruire qualcosa che esiste già».

Tonino Puddu, ex pugile: «Rifare completamente lo stadio può essere l?occasione per dare spazio anche agli altri sport. E ciò può avvenire dotando la nuova struttura di palestre attrezzate, servizi, punti di ristoro e negozi dedicati anche a chi non segue lo sport».

Mario Floris, ex presidente della Regione: «Lo stadio non deve essere un posto solo per i tifosi ma per tutti. Lo darei al Cagliari calcio e permetterei la costruzione al suo interno di un centro con negozi e ristoranti dove andare con tutta la famiglia, anche perché è sempre più difficile sostenere da solo il costo del calcio».

Roberto Mariani, presidente del Sant?Elena: «Il Sant?Elia è uno stadio sovradimensionato. I privati, d?intesa col Comune, dovrebbero rivedere completamente la questione. Magari decidere di tenerlo in vita per le grandi occasioni e di costruire un?altra struttura più funzionale alle esigenze degli altri sport».

Gianfranco Fara, presidente del Coni: «Mi auguro che chi dovrà decidere tenga in considerazione, prima di tutto, le esigenze dello sport. Il problema sarà poi stabilire quanto rinnovare e quando è bene sfruttare le risorse già disponibili».

Francesco Cesare Casula, storico: «Uno stadio immenso non ha più senso, oltretutto è collocato in una zona ingrata. L?ideale sarebbe buttarlo giù e costruirne un altro senza pista fuori dalla città. Se si utilizzasse il Sant?Elia dovrebbe essere adattato alle nuove esigenze. Certo, rimpiango il vecchio Amsicora».

Adriano Rossi, presidente del Cus: «Non sono affatto d?accordo con chi vorrebbe uno stadio nuovo, più piccolo, per incentivare l?affluenza del pubblico. E come se, per rilanciare il cinema, si costruissero sale più piccole. Quei famosi 14 miliardi della demolizione sarebbero ben spesi per un buon restauro».

Giovanni Sedda, Codacons: «Propenderei per la conservazione dello stadio esistente. E poi, se il Cagliari ricominciasse ad andare bene il presidente Cellino dovrebbe nuovamente ampliarlo».

Benedetto Ballero, docente universitario: «La ristrutturazione dovrà comportare, in ogni caso, il rilancio delle attività sportive. Non sono d?accordo con la costruzione di una struttura che snaturi le finalità pubbliche dello stadio. Non dimentichiamo che è stato costruito con i soldi dei cittadini».

Giacomo Sanna, consigliere regionale Psd?Az: «Lo stadio è nato in un momento di grande euforia come la vittoria di uno scudetto ma oggi è sproporzionato alle esigenze della città e della società. Lo rifarei più piccolo e funzionale».

Salvatore Cicu, sottosegretario alla Difesa: «Ho piena fiducia nel sindaco di Cagliari e credo che la Giunta comunale prenderà la decisione più opportuna».

Giorgio Asuni, segretario della Cgil territoriale di Cagliari: «Così com?è lo stadio non serve. Preferisco gli stadi sul modello inglese e spagnolo per 20-25mila spettatori, che possono essere goduti in termini di spettacolo dalle famiglie. In ogni caso è una decisione politica».

Vincenzo Cossu, presidente dell?Istituto nazionale di urbanistica Sardegna: «Non sono uno sportivo ma da urbanista mi sembra che il moltiplicarsi di centri commerciali faccia perdere il senso della città. E poi mi darebbe fastidio che uno stadio diventasse un luogo diverso».

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