14 Febbraio 2019

Sanremo: voto di qualità o popolare?

«giusto che coesistano le due anime ma la giuria di esperti deve restare ed essere composta solo da professionisti del settore»
Rossella Mungiello «Quanti Festival sono stati discutibili? Alla fine vince il mercato, vincono i dischi». Parola di chi i “fischi”, nella finale al cardiopalma di Sanremo che ha assegnato a sorpresa la vittoria al debuttante Mahmood sul predestinato Ultimo, stra-votato dal televoto, li ha vissuti in prima persona. Sul palco. Come la violinista santangiolina Doriana Bellani, al suo ottavo Festival come elemento aggiunto dell’ orchestra sinfonica di Sanremo. Le polemiche 2019 hanno fatto rumore, molto e più del solito, coinvolgendo più piani, politica compresa. A partire dal tweet del ministro dell’ Interno Matteo Salvini che, pochi minuti dopo l’ incoronazione di Mahmood ha cinguettato la sua. Anche il bilanciamento tra voto da casa – a pagamento, 51 centesimi a messaggio – e giurie tecniche – erano due, ovvero la sala stampa e la giuria di esperti – , ha generato bufere dalle parti della Rai, anche perché per la vittoria di Mahmood sono state determinanti proprio le giurie tecniche, che hanno ribaltato il voto del pubblico. Al punto che pure il Codacons ha annunciato un esposto all’ Antitrust, mentre il presidente della Rai ha anticiparto una riforma per le prossime edizioni. «Le polemiche fanno da sempre parte del Festival, lo rendono più vivo, anche perché mettere d’ accordo tutti i gusti musicali è impossibile – dice Doriana Bellani -: personalmente ritengo che la giuria di qualità debba restare ed essere composta solo da esperti del settore musicale, tenendo fuori attori o chef. Devono esserci compositori, arrangiatori, musicisti, discografici. Magari anche uno o due fruitori di musica, ma gli esperti devono essere la maggioranza». Nel dopofestival non sono mancate anche le proposte di modifica al regolamento. «A mio è avviso è giusto che il voto popolare, in un concorso come questo, abbia un peso importante, anche perché è il pubblico poi, chi ascolta musica, a determinare il successo di una canzone, ma non può essere predominante – commenta Bellani – anche perché spesso nel televoto, il pubblico vota i propri beniamini a prescindere dalla canzone. L’ equilibrio sta nel mantenere spazio al pubblico per il 50 per cento e alle giurie per il restante 50 per cento, con una giuria di esperti riformata però». Nella sua personale classifica, la violinista santangolina avrebbe messo sul podio Daniele Silvestri – «testo bellissimo e performance sempre al top, le ho riviste in video e sembravano scene da film» – Simone Cristicchi, anche qui per un testo indimenticabile, Paola Turci e gli Zen Circus, «troppo sottovalutati, ma tutti da scoprire». E proprio Silvestri con Argento Vivo – scritta insieme a Rancore e Manuel Agnelli – si è aggiudicato il premio della critica Mia Martini e il premio Lucio Dalla, oltre al premio Sergio Bardotti per il miglior testo, mentre Cristicchi ha portato a casa il premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione musicale e il premio Sergio Endrigo alla miglior interpretazione. Niente podio, e da qui i fischi dell’ Ariston, per Loredana Bertè, applauditissima in tutte le serate. La stampa si è presa la sua buona dose di critiche, anche per gli atteggiamenti di alcuni giornalisti giudicati da molti irrispettosi nei confronti dei trio che unisce opera e pop “Il Volo”. «Non mi sono piaciuti questi atteggiamenti di una parte della stampa, non ci si può abbassare a questi livelli, la scrittura deve sempre essere di qualità, altrimenti diventa populismo – continua Bellani -, come non mi è piaciuto che il giovane Mahmood sia diventato un simbolo politico, preso come esempio di integrazione, e trovo bruttissime le frasi razziste dopo la sua vittoria. Lo scorso anno, a vincere, è stato l’ italo-albanese Ermal Meta, ma nessuno se n’ è accorto. Tutto questo deve restare fuori dal Festival, le canzoni devono essere in primo piano». Anche quando le luci si abbassano e ci si saluta per l’ arrivederci al prossimo anno. L’ Ariston, Doriana Bellani, l’ ha saluto alle 4 di domenica mattina, da piazza Colombo. Qui ha lanciato l’ ultimo sguardo al teatro ormai silenzioso, dopo la cena di saluto con gli amici dell’ orchestra. Lunedì è tornata alla scuola media Abbado di Ombriano. Sulla lavagna c’ erano i saluti dei suoi allievi e un grande “bentornata”, con tanti cuori per la professoressa-musicista di ritorno da Sanremo. n.
rossella mungiello

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