22 Febbraio 2009

SANREMO: TORMENTONI, POLEMICHE E RITORNI AL FESTIVAL / ANSA

 
DA POVIA AI COMPENSI, DAL VATICANO A RAISET

 
          (ANSA) – SANREMO, 22 FEB – Dopo tanti anni la musica è
tornata finalmente la protagonista del festival. Ma non sono
mancati i tradizionali tormentoni che hanno tenuto banco nel
secondo festival di Sanremo di Paolo Bonolis, tra ritorni,
provocazioni e polemiche.
   TORMENTONI:
– POVIA: arriva secondo malgrado le polemiche e gli attacchi a
Luca era Gay. Di lui si occupa anche Roberto Benigni, superstar
della serata inaugurale. "Avete fatto tutto voi", dice dietro
le quinte ai giornalisti, i "pennivendoli di regime" che ieri
ha salutato regalando il nuovo cd con tanto di dedica
personalizzata e relativo voto (ma è stato buono anche con i
più ‘cattivi’). Per lui, gay e lesbiche in corteo e da Venezia
un piccione da parte delle Drag Queen.
 – I COMPENSI: il milione di euro a Bonolis, i 350 mila euro a
Benigni (e l’accordo con la Rai per la cessione dei diritti dei
suoi spettacoli) tengono i media occupati per giorni. Ma il
festival è un trionfo e il ministro Brunetta taglia la testa al
toro: "Viva Bonolis, si è guadagnato il cachet". Paolino lo
ringrazia e scherza: "Ditegli che non sono mai arrivato in
ritardo".
 – TELEVOTO E GIURIA: Striscia la notizia e il Foglio denunciano
rischi di doping del voto. Codacons e Fimi prendono la palla al
balzo per protestare e chiedere un cambiamento del meccanismo,
alcuni membri della Giuria demoscopica parlano di confusione con
i telecomandi usati per votare. Il responsabile dell’Ipsos
Pagnoncelli ammette che c’é stato qualche problema. Ma esclude
casi di doppio voto. Il direttore di Raiuno Del Noce difende la
formula, che "va aggiustata ma è la più garantista".
 – LA CHIESA: con il festival sono scintille. L’Osservatore
Romano e i vescovi stroncano le canzoni e lo show. Bonolis butta
acqua sul fuoco e invita la Chiesa a "occuparsi di cose più
importanti". Poi dice "Io non ho bisogno di riconciliarmi con
nessuno, è la Chiesa che deve riconciliarsi". "Paolo è sotto
stress", ribatte il cardinal Ersilio Tonini. 
 – FAMIGLIA: in compenso non si è parlato altra che di padri (o
madri) e figli e di famiglia (etero) in genere. Bonolis ha
citato continuamente la moglie e in qualche occasione anche i
figli, la canzone di Povia è anche su un figlio e i suoi
genitori, due ospiti, Alain e Dane Clark, erano padre e figlio
che cantavano il loro rapporto, Laurenti ieri ha cantato la sua
canzone sul figlio.
– RAISET: la donna di Mediaset, Maria De Filippi, mette piede
per la prima volta in Rai e lo fa nell’evento più importante.
In gara ci sono due suoi pupilli: il vincitore di Amici (e del
festival) Marco Carta e la Proposta Karima. "Carta non è
un’emazione di Amici, avrebbe vinto anche senza Maria – dice
Bonolis – Magari l’anno prossimo vincerà chi ha vinto
X-Factor". Del Noce sulla De Filippi all’Ariston l’anno
prossimo ci metterebbe la firma. Ma, ricorda, il festival
richiede una preparazione di mesi e il contratto con Mediaset le
impedisce un impegno del genere.
   SEX AND THE SIXTY:
 – LE PLAYMATE: le conigliette di Playboy fanno da contorno al
magnate dell’editoria erotica, l’ultra-ottantenne Hugh Hefner.
L’irruzione della pornostar Laura Perego in perizoma mentre
Bonolis lo intervista finisce con una denuncia (e tanta
notorietà).
 – IVA ZANICCHI E PATTY PRAVO: il tempo passa ma le due veterane
della canzone italiana (e del festival) non ne vogliono sapere
di cedere il passo alle più giovani colleghe. E così l’ex
Zingara canta il sesso senza amore anche in tarda età e la
sessantunenne ex ragazza del Piper cerca di stupire con un nude
look che lascia ben poco all’immaginazione.
   I GRANDI RITORNI:
 – I grandi protagonisti della musica italiana disertano il
Festival? Bonolis e il direttore musicale Mazzi escogitano una
formula per farli tornare all’Ariston. Grazie ai duetti di
giovedì e venerdì abbiamo rivisto a Sanremo Zucchero, Lucio
Dalla, Francesco Guccini, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Lelio
Luttazzi, Pino Daniele, Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri e
Maurizio Vandelli. Senza dimenticare la più grande, Mina.
(ANSA).

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