12 Febbraio 2019

Sanremo, Mauro Pagani e la polemica su Mahmood: “Meritava di vincere”

il presidente della giuria degli esperti del festival ha commentato in un’ intervista a rolling stone le critiche per la vittoria di mahmood: “c’ è la tendenza secondo cui il parere popolare deve vincere su tutto. soldi è la canzone più interessante del festival” /div
“Sono stupefatto, le polemiche a Sanremo ci sono sempre e perdere fa male a tutti, ma un tale livello di disinformazione mi pare offensivo” ( LO SFOGO DI ULTIMO ). Così Mauro Pagani ha commentato la polemica sulla vittoria di Mahmood nella 69esima edizione del Festival ( LO SPECIALE ). Il cantante ha trionfato grazie al voto della giuria d’ esperti che ha ribaltato le preferenze del voto popolare. Il presidente della giuria d’ onore, con una carriera di oltre 50 anni nel campo della musica, in un’ intervista su Rolling Stone , ammette di essersi sentito delegittimato dal suo ruolo di esperto e ha espresso preoccupazione per la deriva che sta prendendo il parere popolare: “Viviamo in un tempo in cui la diffidenza verso la conoscenza si sta acuendo in modo preoccupante”. “Mahmood meritava di vincere” Pagani, polistrumentista, produttore e arrangiatore, ha spiegato di non aver avuto alcun dubbio nel dare la vittoria a Mahmood e come lui anche gli altri membri della giuria di esperti: “Per noi, e per me personalmente, Soldi è la canzone più moderna, meglio realizzata e più interessante del festival”. “C’ è la tendenza a far vincere il parere popolare su tutto” Ma il presidente della giuria ha poi espresso timore per la tendenza che si sta diffondendo in questo periodo di guardare con sospetto “qualunque parere che non sia il parere popolare tout court”. Pagani ha infatti ricordato come “in qualunque forma d’ arte, soprattutto per le novità, il parere degli esperti è fondamentale per lo sviluppo della storia di quell’ arte stessa. Pensate a cosa sarebbe stato, nella storia della pittura, senza le segnalazioni dei critici. Il parere di uno che dice provate ad ascoltare questo o quello è fondamentale”. “Il voto deve essere una responsabilità” Per il produttore musicale, prima di esprimere un voto sarebbe necessario e doveroso informarsi e, in questo senso, allarga il discorso anche alla politica. “Da noi nemmeno si fa più educazione civica a scuola – ha detto Pagani – arriviamo all’ assurdo di vedere il Codacons sostenere che la gente che ha votato cantanti che non hanno vinto a Sanremo è stata umiliata, e che dovrebbe avere indietro i soldi. A questo punto tutti quelli che hanno votato i partiti che hanno perso le elezioni negli ultimi anni dovrebbero chiedere un rimborso delle tasse pagate?”. “Politici pensano solo ai consensi” Alla domanda di Rolling Stone sulla reazione davanti alle affermazioni dei politici riguardo alla polemica, con Matteo Salvini che ha sostenuto dovesse vincere Ultimo , il secondo classificato, e Luigi Di Maio che ha apertamente attaccato i membri della giuria, Pagani ha risposto di sentirsi sconfortato: “Siamo entrati in recessione e i nostri politici pensano solo ai consensi nel breve periodo”. “Chi non sa nulla ritiene di avere diritto di parlare” Tornando al ruolo degli esperti e alla necessità di cercare la conoscenza, Pagani ha poi evidenziato come “oggi chi non sa nulla ritiene di aver comunque diritto di parlare, anzi di avere ragione”. Ma per il presidente della giuria di esperti: “Autoaffermarsi ha più a che fare con il tacere e il meditare che non con il parlare a vanvera. Faccio sempre più fatica a essere ottimista, temo che stiamo andando verso l’ obsolescenza del mondo occidentale e dei suoi principi fondanti, che sempre più spesso vengono traditi”. Il regolamento e i vertici Rai Il presidente della giuria ha inoltre spiegato di essersi attenuto a un regolamento che è chiaro e conosciuto mesi prima e ha lanciato una critica anche ai vertici della rete televisiva: “Trovo curioso che la Rai si stupisca ora dell’ importanza della giuria d’ onore visto che il regolamento lo hanno fatto loro e che è stato il Festival a invitarci tutti, uno per uno, un mesetto fa”.

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