25 Gennaio 2020

Sanremo, ma quanto ci costi?

la compagna di ronaldo all’ ariston per 140 mila euro
Georgina sì, Georgina no? Tutto è aperto in queste ore di trattativa. Per un Festival di Sanremo che, mai come prima, non conosce pace. Il tormentone compensi, d’ altronde, torna puntuale ogni anno: a rilanciarlo è stato, questa volta, il sempre informatissimo sito Dagospia che, non smentito, parla di un assegno pronto da 300 mila euro per Roberto Benigni, tra le star più attese del Festival 2020, nella serata del 6 febbraio. Le trattative, in realtà, sarebbero ancora in corso e un simile cachet – anche se confermato – sarebbe in linea, anzi leggermente ritoccato al ribasso, con le precedenti apparizioni del premio Oscar all’ Ariston, l’ ultima nel 2011, e con l’ impegno alla razionalizzazione e al contenimento dei costi. Nelle indiscrezioni – non confermate – di questi giorni si è parlato anche di un cachet di 20-25 mila euro per le signore del Festival (da Diletta Leotta a Sabrina Salerno a Francesca Sofia Novello), di 50 mila euro per Antonella Clerici e di 140 mila per Georgina Rodriguez, fidanzata di Cristiano Ronaldo, con cui però l’ accordo non sarebbe stato ancora chiuso. Le due giornaliste del Tg1, Emma D’ Aquino e Laura Chimenti, non percepiranno compenso. Ed è proprio il compenso per la bella argentina, 25 anni, che, in queste ore, è in fase di definizione. La modella garantirebbe un posto in prima fila al super campione della Juventus Cristiano Ronaldo. Giustifica, questo, i 140 mila euro? Nel 2019 per Virginia Raffaele la Rai avrebbe invece sborsato 350 mila euro, l’ anno prima per Michelle Hunziker circa 400 mila euro. Nel complesso, comunque, il Festival punta a proseguire il percorso virtuoso intrapreso negli ultimi anni, mantenendo il costo complessivo al di sotto dei 18 milioni e puntando a superare la raccolta pubblicitaria record da 31,1 milioni messa a segno nel 2019. «Sui compensi di conduttori e ospiti la Rai deve dare spiegazioni ai cittadini, rendendo pubblici i contratti firmati con gli artisti», chiede il Codacons, che si dice «pronto a rivolgersi alla Corte dei Conti contro qualsiasi spreco di denaro pubblico». Si unisce alla protesta anche l’ Aiart, l’ Associazione degli Spettatori, che chiede trasparenza sui compensi di conduttori e ospiti. «Ancora non si spegne la polemica sull’ infelice presenza di Junior Cally al settantesimo Festival di Sanremo – che in maniera inequivocabile ha rimediato dagli utenti un sonoro no – e già segue unanime un moto di indignazione che si è levato nel Paese e che non ha riguardato soltanto i telespettatori cattolici ma la più generale opinione pubblica che trova semplicemente assurda la richiesta che Roberto Benigni, sfruttando la sua popolarità, ha chiesto al servizio pubblico». Toni ancora più duri dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Vergogna Rai, vergogna Benigni. Vero che becca 300 mila euro per comparire a Sanremo? E parlano di costi contenuti. Che orrore i soliti comunisti con Rolex (a casse). Sperpero ignobile». Dal mondo della pubblicità, invece, l’ invito a un ragionamento più tecnico: «Come in tutti i grandi eventi i conti si fanno comparando i costi con i ricavi», avverte invece Stella Romagnoli, direttore generale dell’ IAA International Advertising Association, «Sanremo è un’ industria che produce qualcosa oltre i 30 milioni di euro solo di raccolta pubblicitaria, quindi se da un lato ha buon senso essere attenti con le spese, dall’ altro bisogna anche investire per mantenere attrattivo l’ evento, che in questo caso è uno dei principali eventi mediatici italiani». Ben vengano, dunque, a suo giudizio, gli eventuali 300 mila euro per il premio Oscar Roberto Benigni: «Non dimentichiamo che stiamo parlando di uno dei numeri uno al mondo, nonché di un artista enorme, riconosciuto internazionalmente, che credo possa assolutamente valere un “mezzo-cachet” di una qualsiasi altra rockstar americana che, in questi anni, è passata dal Teatro Ariston». E voi che cosa ne pensate? Aspettiamo i vostri commenti. Francesca Figus.

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