1 Febbraio 2021

Sanremo, Fedez assolto. Fiato sospeso sul rinvio

In attesa di capire se il Festival sarà confermato dal 2 al 6 marzo – come previsto – o se invece bisognerà posticiparlo, Amadeus e la Rai si tolgono una grana. Fedez e Francesca Michielin restano in gara al Festival di Sanremo 2021. La decisione è arrivata al termine di un fine settimana che è stato tutto tranne che tranquillo, con la macchina organizzativa della kermesse impegnata contemporaneamente su due fronti. Da un lato il caso Fedez, appunto, scoppiato sabato pomeriggio quando sull’account Instagram del rapper, 11,6 milioni di follower, è comparsa una clip in cui era possibile ascoltare un’anticipazione – seppur di pochi secondi, 7 in tutto – della canzone ammessa alla gara in coppia con Francesca Michielin, Chiamami per nome.
IL PIANO
Dall’altro il piano sicurezza del Festival, ancora allo studio (che congela anche le trattative in corso con Carla Bruni e Monica Bellucci, che potrebbero arrivare in riviera dopo Elodie, Matilda De Angelis e Naomi Campbell): sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di un rinvio dell’evento a fine aprile, con la speranza che le misure anti-Covid e la campagna vaccini contengano nel frattempo l’epidemia. La Rai dovrà trasmettere per approvazione il fascicolo entro domani sera al Cts, chiamato in causa dopo che l’intervento via Twitter del Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini lo scorso giovedì ha ribadito un no alla presenza di spettatori al Teatro Ariston. Affidata agli esperti la decisione se confermare o meno la kermesse dal 2 al 6 marzo, stabilendone pure le modalità (con i 380 figuranti o a porte chiuse).
E mentre a viale Mazzini si resta col fiato sospeso, Fedez e Francesca Michielin tirano un sospiro di sollievo, anche se la loro assoluzione rischia di aprire alcuni interrogativi e di far discutere (proprio ieri il Codacons aveva inviato una diffida alla Rai affinché escludesse il rapper, pena una denuncia penale contro l’azienda e azioni risarcitorie): L’organizzazione del festival e la direzione artistica di Sanremo 2021, pur esprimendo serio biasimo per l’accaduto, non ritengono di dover prendere alcun provvedimento – si legge nella nota diffusa ieri sera – la durata dell’interpretazione nel video risulta essere estremamente ridotta e tale da non svelare di per sé il brano, che non può considerarsi diffuso e che mantiene quindi la caratteristica di novità richiesta dal regolamento. E quindi per i cantanti via libera alla pubblicazione – accidentale, come dev’essere stato nel caso di Fedez, o intenzionale – di spoiler dei brani in gara, che devono essere inediti? Il termine non compare nel regolamento (si parla piuttosto di requisito di novità).
I PRECEDENTI
E d’altronde, come fa notare lo storico della kermesse Eddy Anselmi, che su Sanremo ha scritto più libri (l’ultimo, Il festival di Sanremo: 70 anni di storie, canzoni, cantanti e serate, è uscito l’anno scorso), precedenti analoghi a quello di Fedez in passato si erano conclusi con l’assoluzione: «Nel 2005, 30 secondi della canzone di Paola e Chiara furono ascoltabili in rete prima del Festival sulle pagine promozionali. Nel 2010 la canzone di Nicolas Bonazzi, in gara tra i giovani, fu pubblicata sul sito della Rai dopo essere stata già caricata su MySpace. Nel 2012, 30 secondi della versione strumentale del brano di Gigi D’Alessio e Loredana Bertè finirono su YouTube prima che il brano fosse ammesso al Festival. In tutti i casi i cantanti restarono in gara». Ma era, quella, l’epoca pre-Instagram. Chissà che la partecipazione di Fedez, un po’ rapper e un po’ imprenditore digitale (come la moglie Chiara Ferragni, 22,5 milioni di follower su Instagram), un big che ha coraggiosamente accettato di partecipare in gara al Festival mettendosi in gioco, non rappresenti anche in questo una – involontaria? – rivoluzione. Rivoluzione come l’idea, qualora il Cts desse il via libera allo svolgimento della kermesse a marzo ma a porte chiuse, di far sedere in platea cantanti e musicisti in gara (sono 53), accompagnatori e addetti, poco più di un centinaio di persone. Per un Festival modello Oscar.
Mattia Marzi

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