SANREMO, CODACONS REPLICA AD AMADEUS: “NOI NON AMIAMO LE PERSONE IPOCRITE”. UN MAFIOSO POTREBBE PARTECIPARE A FESTIVAL SE PRESENTA BEL BRANO?
CONDUTTORE INVITI IL PADRE DI GIULIA CECCHETTIN AL FESTIVAL E SI SCUSI PER AVER INSERITO NEL CAST DI SANREMO ARTISTI CHE INCITANO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE
Durissima la replica del Codacons ad Amadeus che ieri, in un video pubblicato sui social, ha accusato l’associazione di avere pregiudizi sui cantanti in gara a Sanremo, dopo le proteste per la presenza dei La Sad, band con testi violenti contro le donne.
“Così come Amadeus, legittimamente, non ama le persone con pregiudizi, noi non amiamo le persone ipocrite, con il dizionario della lingua italiana che definisce l’ipocrisia come “Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole” – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non può non definirsi ipocrisia l’atteggiamento di chi a parole si schiera contro la violenza sulle donne, ma poi coi fatti premia invitandoli a Sanremo artisti i cui brani contengono frasi umilianti e offensive verso le donne, e testi che possono rappresentare una incitazione alla violenza”.
“Se da un lato è vero che non si giudica una canzone prima di averla ascoltata, dall’altro è altrettanto vero che si può e si deve giudicare prima un cantante se già se ne conoscono i brani e le violenze verbali verso le donne. Altrimenti, seguendo l’assurdo ragionamento di Amadeus, anche un mafioso che ha ordinato stragi potrebbe partecipare a Sanremo, purché presenti una bella canzone a attiri visibilità sulla kermesse” – aggiunge Rienzi.
Amadeus, invece di arrampicarsi sugli specchi con giustificazioni oggettivamente ridicole, farebbe bene a scusarsi con le donne italiane per le sue scelte, e invitare a Sanremo il padre di Giulia Cecchettin affinché possa lanciare un messaggio ai giovani sul dramma della violenza e contro artisti come La Sad, Fedez, Emis Killa e altri che infarciscono le proprie canzoni con testi vergognosi contro le donne e pericolosi per i più giovani – conclude il Codacons.
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