11 Febbraio 2019

Sanremo: Codacons denuncia Calenda in Procura, “ammette abusi”

(AGI) – Roma, 11 feb. – “Carlo Calenda dovra’ rispondere di abusi commessi in qualita’ di ministro dello Sviluppo economico a danno dei consumatori italiani e delle associazioni che li rappresentano”: lo sostiene il Codacons che ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro l’esponente politico e una istanza ai vertici del Pd affinche’ “ne venga disposta l’estromissione dal partito”.
“Calenda”, denuncia il Codacons, “attraverso un tweet di cattivo gusto e del tutto fuori luogo, e’ sceso ieri in campo per difendere truffe e scorrettezze varie legate al televoto di Sanremo, ma nel farlo ha commesso un passo falso, ammettendo di aver abusato della propria posizione di Ministro per arrecare un danno alle associazioni dei consumatori. Per Calenda, infatti, le organizzazioni che difendono i cittadini e i consumatori sono ‘fabbriche di polemiche inutili’ (si legge testualmente nel suo tweet) e, in quanto tali, in qualita’ di Ministro, ‘al Mise avevo tagliato la maggior parte dei finanziamenti’. Una vera e propria ammissione di abusi da parte di Calenda”. Il Codacons, attraverso un esposto, chiede infatti oggi alla Procura di Roma di accertare se “l’operato dell’ex ministro possa realizzare la fattispecie di abuso di atti d’ufficio, avendo egli deliberatamente operato per danneggiare le associazioni che difendono i cittadini, in violazione delle leggi vigenti e strumentalizzando la propria carica di Ministro. In particolare Calenda avrebbe violato la legge n. 388/2000 (che regolava la ripartizione dei proventi derivanti dalle multe Antitrust) distraendo per altri fini fondi destinati per legge alle associazioni rappresentative dei cittadini e degli utenti”. Con una istanza urgente ai vertici del Pd il Codacons chiede inoltre “l’estromissione immediata di Calenda dal partito, perche’ appare indegno che un esponente di una importante realta’ politica rilasci dichiarazioni cosi’ gravi in favore di eventuali truffe e contro gli utenti”. (AGI) Red/Ila

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