17 Febbraio 2009

Sanremo, Codacons chiede il sequestro dei contratti per Bonolis e Benigni Paolo Bonolis

Compensi e proteste gay continuano ad appesantire l’atmosfera del Festival di Sanremo e invece di placarsi si impennano le polemiche a un giorno dall’apertura della kermesse.  Arriva anche un esposto del Codacons che chiede il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con Paolo Bonolis e Roberto Benigni. Bonolis, sul quale pesa la responsabilita’ del rilancio del Festival, appare un po’ amareggiato del fatto che si discuta ancora del suo contratto di 1 milione di euro e definisce "sterili" le polemiche "messe in atto da chi cerca di gettare ombre sulla luminosita’ del Festival". La difesa di Bonolis "Ci sono persone che – sottolinea – si adoperano per il Festival e altre che adoperano il Festival. Parlano di compensi che sono simili a quelli delle edizioni passate, che riguardano il lavoro di un anno. E’ una polemica strumentale".Lui resta, l’unico conduttore del quale Fabrizio Del Noce si fidi: "l’affidabilita’ che mi da’ Bonolis e’ superiore a quella di qualsiasi altro conduttore". Bonolis e’ pronto a fare tutto "il possibile perche’ sia un bel Festival, poi se e’ crisi, e’ crisi" dice per stemperare la tensione. Le polemiche, che lo stesso Del Noce definisce "pretestuose", hanno sempre accompagnato il Festival ma quest’anno hanno davvero assunto toni piu’ pesanti.  L’esposto del Codacons L’ultima miccia e’ l’esposto che il Codacons ha inviato oggi alle Procure della Repubblica di Sanremo e di Roma e alla Corte dei Conti. Mentre il milione di euro a Bonolis e’ ormai assodato, cio’ che non e’ chiaro, invece, e’ il compenso riconosciuto dalla Rai a Roberto Benigni.  "Abbiamo chiesto oggi alle Procure di Roma e Sanremo e alla Corte dei Conti di acquisire e analizzare tutte le clausole contenute nei contratti dei due artisti e relativi al Festival – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – al fine di verificare se possano essere configurabili o meno sprechi di risorse pubbliche a danno della collettivita". Proteste della comunità gay Monta anche la protesta gay con l’arrivo domani dell’Arcigay a Sanremo con una manifestazione anti-Povia prevista la sera davanti all’Ariston. "Tra gli eterosessuali e gli omosessuali, cosi’ come tra i vegetariani e i carnivori, ci sono le persone carine ma anche gli str….. e comunque la manifestazione, se non e’ aggressiva, va benissimo". Un po’ irritato del polverone che ha sollevato la canzone ‘Luca era gay’ di Povia, il conduttore di Sanremo 59 incalza: "se fosse stata offensiva non avrebbe partecipato al mio Festival. La canzone di Povia non si schiera ne’ da una parte ne’ dall’altra ma racconta una storia, ascoltata in treno: quella di una persona che parte omosessuale e diventa eterosessuale. Non viene considerata positiva perche’ uno trova la felicita’ diventando eterosesuale ma la felicita’ ha molte strade, una e’ quella che racconta Povia". Il cantante, in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, non sembra preoccupato dell’arrivo dei manifestanti di Arcigay e dice: "Non me ne frega niente, ognuno e’ libero di fare quello che vuole".

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