18 Settembre 2019

Sannazzaro, altro scoppio in raffineria: vetri rotti e tanta paura

SANNAZZARO (Pavia) UN BOATO, poi una colonna di fumo si è alzata dalla raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi. Ieri alle 6,30 i letti hanno tremato, molti vetri si sono frantumati. Le persone sono scese in strada terrorizzate, preoccupate che si ripetesse quanto accaduto nel dicembre 2016. Allora, un incendio aveva devastato l’ impianto Est della raffineria e le emissioni riversate per ore e ore nell’ aria avevano costretto a chiudere porte e finestre e non mangiare la frutta e la verdura raccolta dai campi dei dintorni. QUESTA Volta invece, l’ episodio è durato una decina di minuti, nell’ arco di un’ ora l’ emergenza è rientrata. Nessuno è rimasto ferito. Eni ha spiegato che si è «verificata un’ esplosione limitata solo a una parte di una linea dell’ impianto di gassificazione della raffineria» e che «l’ evento non ha avuto alcuna conseguenza per le persone e ha generato una certa fumosità che si è esaurita nell’ arco di dieci minuti. Nessun incendio». La popolazione in via precauzionale è stata allertata dal Comune: «Non c’ è stata nessuna segnalazione di allarme esterno – spiega il sindaco Roberto Zucca -. Abbiamo attivato le procedure, allertando la protezione civile e inviando messaggi ai cittadini, pubblicando anche un comunicato ufficiale sui fatti. Non è stato necessario chiudere strade o evacuare zone della città». AVVISATA Arpa Lombardia, sono state svolte analisi con le centraline per verificare l’ eventuale presenza di sostanze nell’ aria: «Il tutto è durato poco, non dovrebbe esserci stato un pesante impatto ambientale», rassicura Zucca. Ora si lavorerà anche per individuare le cause esatte che hanno portato allo scoppio. Si tratta del terzo incidente rilevante in pochi anni, dopo l’ episodio del 2016 (per cui ancora sono in corso i lavori di ripristino) anche nel febbraio 2017 si era verificato un incidente simile. Questa volta «l’ unica criticità registrata è stata il ritardo con cui Eni ha comunicato l’ evento alle autorità interessate, secondo i protocolli vigenti. Eni si è già scusata ma sulle procedure di sicurezza non vi possono essere ritardi – ha commentato l’ assessore all’ Ambiente di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo -. Dalle informazioni che abbiamo raccolto fino a questo momento, è esploso un contenitore sotto pressione dell’ area del gassificatore, senza generare fiamme, ma solo una potente onda d’ urto». Ricordando i precedenti invece, il Codacons annuncia la presentazione di un esposto in Procura a Pavia e sottolinea: «Fortunatamente non ci sono stati feriti ma il ripetersi di questi incendi deve far riflettere. Indispensabile un’ accurata indagine per verificarne le cause». Intanto, a Sannazzaro le persone raccolgono le schegge delle vetrate in frantumi, stimano i danni subiti, si interrogano sulle emissioni nell’ aria.
nicoletta pisanu

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