22 Febbraio 2011

SANITA’: ULTIMA CHIAMATA PER I MEDICI E GLI SPECIALIZZANDI DELL’ EMILIA ROMAGNA

IL 28 FEBBRAIO SCADE IL TERMINE PER ADERIRE ALL’AZIONE DI RISARCIMENTO PROMOSSA DAL CODACONS. 40.000 EURO CIASCUNO LA SOMMA RICHIESTA

Ultima chiamata per medici e laureati in medicina, specializzati e specializzandi dell’ EMILIA ROMAGNA. Il prossimo 28 febbraio, infatti, scadranno definitivamente i termini per aderire all’azione legale promossa dal Codacons, volta a far ottenere loro le retribuzioni riconosciute dalla legge e mai corrisposte dallo Stato Italiano.

Come noto, la questione riguarda sia il mancato versamento delle retribuzioni e dei contributi previsti dalla legge in favore dei medici e relativi al loro periodo di specializzazione (e si tratta di tutti gli specializzati del periodo dal 1982 al 1991 e dal 1994 al 2006), sia le scuole di specializzazione di area sanitaria frequentate da laureati non medici i quali, pur essendo assoggettati agli stessi obblighi ed impegni dei medici specializzandi, non hanno percepito e non percepiscono alcuna remunerazione e non hanno alcuna copertura previdenziale.

Ciascuno di loro – spiega il Codacons – ha diritto, in base alle direttiva europee, ad una somma mediamente pari a 40.000 euro. Soldi che vengono chiesti dinanzi al Tribunale di Roma allo Stato Italiano, responsabile dei mancati pagamenti. E tantissimi hanno già denunciato lo Stato alla Commissione Europea per inadempienza alle leggi comunitarie.

Il Codacons ricorda quindi ai medici e agli specializzandi dell’ EMILIA ROMAGNA che possono ancora aderire al ricorso seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it (vedere la pagina www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=129406 ) , forti di diverse sentenze giunte dai Tribunali di tutta Italia che riconoscono in pieno i loro diritti, tra cui la recente decisione della Corte d’Appello di Salerno che ha stabilito come per tale tipo di cause la prescrizione decorre dal momento dell’emanazione della sentenza della Corte di giustizia Europea del 25 febbraio 1999, con cui lo Stato italiano venne riconosciuto inadempiente all’obbligo di attuare la direttiva CE n. 82/76 (quella che prevedeva il diritto dei medici specializzandi ad una adeguata remunerazione), e non già dalla conclusione della scuola di specializzazione.

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