30 Aprile 2012

SANITA’: TAR, MINISTERO RIESAMINI ORDINANZA PROTESI PIP

SANITA’: TAR, MINISTERO RIESAMINI ORDINANZA PROTESI PIP

IL CODACONS: DEVONO ESSERE LE DONNE E NON I MEDICI A DECIDERE SULLA RIMOZIONE DELLE PROTESI

E INTANTO GIA’ 180 DONNE HANNO PRESENTATO QUERELA PER LESIONI GRAVISSIME
CONTRO IL COSTRUTTORE E HANNO CHIESTO TRAMITE IL CODACONS 1,8 MILIONI
DI EURO DI RISARCIMENTO 

Il Codacons accoglie con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio (Presidente Italo Riggio, Rel. Giulia Ferrari) che, in merito al ricorso sulle protesi Pip promosso dall’associazione, ha ordinato al Ministero della Salute di rivedere entro 20 giorni il provvedimento con il quale ha fissato limiti all’espianto e al reimpianto.
“Il Tar con una clamorosa ordinanza ha confermato in pieno la nostra tesi, secondo la quale devono essere le donne che hanno subito l’impianto delle protesi, e non i medici, a decidere sulla rimozione delle stesse, anche in assenza di danni fisici o di una precisa indicazione medica – spiega il Presidente Carlo Rienzi – La paura e lo stato psicologico di angoscia determinato dallo scandalo che ha coinvolto le protesi Pip, sono elementi sufficienti a giustificare l’espianto e il reimpianto a totale carico del SSN”.
L’associazione ricorda come già 180 delle 4.000 donne che in Italia hanno subito l’impianto al seno, hanno presentato attraverso il Codacons querela per lesioni gravissime contro l’azienda produttrice, chiedendo inoltre un indennizzo pari a 1,8 milioni di euro nei confronti del Ministero della Salute e di quello per lo Sviluppo Economico in relazione agli omessi controlli.
Tutte le pazienti che hanno subito impianti al seno con protesi Pip, possono ancora aderire all’azione risarcitoria del Codacons seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it

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