17 Gennaio 2018

Sanità siciliana, attese da incubo 122 giorni per una mammografia

Antonio FiasconaroPalermo. Si scrive lista di attesa, si legge disagio e rabbia da parte di quei cittadini siciliani che quotidianamente hanno bisogno di cure. Le liste di attesa, malgrado tutte le iniziative che negli anni sono state affrontate dai diversi governi regionali, rimangono ancora oggi uno dei “buchi neri” della sanità siciliana. Malgrado tutte le iniziative che negli anni sono state affrontate a livello regionale, ancora non si è riusciti a ridurre drasticamente le attese; anzi non passa giorno che ci troviamo di fronte a denunce di cittadini e di sindacati che pongono l’ accento sul fenomeno che non lascia scampo a quanti hanno bisogno di sottoporsi a visite specialistiche. Basta affidarsi ai dati di CittadinanzaAttiva per rendersi conto che è davvero un’ avventura districarsi tra le lunghe attese: 122-125 giorni per una mammografia, 180 giorni per una visita pneumologica, 80-90 giorni per una colonscopia, 80-95 giorni per una visita oculistica. Il fenomeno delle liste d’ attesa per quanto sia sicuramente un indicatore di disservizio organizzativo, assume una rilevanza particolare nell’ opinione pubblica, poiché viene sovradimensionato dalla condizione di ansia e d’ incertezza che il paziente è chiamato a vivere, in ragione dell’ attesa della prestazione sanitaria, a volte per una inadeguata informazione, anche da parte degli stessi sanitari, com’ è stato più volte sottolineato dagli esperti che lavorano sulle statistiche del Dasoe, il Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’ assessorato alla Salute. Altro aspetto è quello di una cosiddetta centrale unica di prenotazione. Nell’ ottobre dell’ anno scorso l’ allora assessore alla Salute Baldo Gucciardi firmò il decreto per l’ attivazione del “SovraCup” regionale che rappresenta uno degli strumenti del “Piano Strategico per la Salute Digitale”. Il modello permette ai diversi applicativi Cup esistenti, di interfacciarsi con un modulo che farà da regia in grado di gestire le richieste di prenotazione tra i diversi Cup federati: le prestazioni di tutte le strutture sanitarie saranno messe “in circolarità” rendendo disponibile la prenotazione indifferentemente dall’ appartenenza ad una specifica azienda sanitaria, ospedaliera o universitaria. Fatto sta che attualmente questo sistema “arranca”, Finora a Sicilia Digitale è stata affidata esclusivamente la gestione del Cup dell’ Arnas Civico di Palermo e della Asp di Trapani che funzionano. Per il resto dell’ Isola si attendono ancora altre direttive. E dire che mesi fa il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in una delle sue trasferte in Sicilia al riguardo ebbe a dire: «Il problema delle liste d’ attesa è un tema puramente di organizzazione. Le ho inserite nei principi di valutazione dei manager e la legge è entrata in vigore: se un manager non raggiunge l’ obiettivo di annullare le liste d’ attesa decade automaticamente». Anche il Codacons da sempre si batte per far ridurre drasticamente i tempi di attesa. «Il diritto alla salute è riconosciuto dall’ art. 32 della Costituzione italiana – ha più volte rileva to Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – diritto che in Sicilia viene negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica. È impensabile infatti che per una risonanza o mammografia occorra aspettare anche un anno, con evidenti danni per i cittadini che necessitano di controlli medici. Le lamentele in questo senso sono davvero numerosissime, bisogna agire dunque con celerità per trovare delle risposte». E la riduzione delle liste di attesa è al centro degli obiettivi del neo assessore Ruggero Razza c’ è l’ attivazione a livello regionale del “SovraCup” per razionalizzare i tempi di attesa per la diagnostica e la specialistica.
antonio fiasconaro

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