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20 Dicembre 2018

Sanità, salta un altro vertice Ricciardi si dimette dall’ Iss

Il presidente dell’ Iss, l’ Istituto Superiore di Sanità, ieri si è dimesso. Walter Ricciardi lascia dopo poco più di tre anni alla guida dell’ istituto, prima come commissario e poi come presidente. Il suo mandato sarebbe scaduto naturalmente ad agosto, le sue funzioni termineranno il 1 gennaio. L’ Iss sarà commissariato fino alla nuova nomina. La notizia arriva dopo una lunga serie di cambiamenti ai vertici della Sanità Italiana, dall’ Aifa al Consiglio superiore della Sanità. Ufficialmente, Ricciardi lascia la sua posizione per tornare a fare ricerca e insegnare. “Da gennaio – ha detto ieri – potrò dedicarmi con più tempo e maggiore intensità al mio ruolo di professore dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore e di presidente della World Federation of Public Health Associations, che mi consentirà di portare la nostra tradizione di sanità pubblica in tutto il mondo e di promuovere all’ estero l’ immagine e la qualità della ricerca del nostro Paese”. Non c’ è polemica formale. Durante la giornata trapela solo l’ assenza di affinità con le politiche del governo gialloverde, dai vaccini ai migranti. D’ altronde, Ricciardi è uomo dell’ ex ministro Lorenzin, che ha introdotto l’ obbligatorietà di dieci vaccini e che ha sempre potuto contare sull’ appoggio quasi totale del presidente dell’ Istituto. I rapporti tra il ministro pentastellato Giulia Grillo e Ricciardi sono stati invece civili, cordiali, istituzionali. “Nel rispetto delle differenze” è la frase che circola. La Grillo gli ha chiesto di rimanere nell’ Executive Board dell’ Oms, l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ intenzione di dimettersi – spiegano dall’ Iss – era già nell’ aria da un paio di mesi, prima dell’ ultima ondata di polemica sui suoi conflitti d’ interesse. La decisione arriva, infatti, a circa una settimana dalla messa in onda di un servizio de Le Iene e dalla pubblicazione da parte del Codacons, l’ associazione a difesa dei consumatori, di un documento sulle relazioni di Walter Ricciardi con aziende farmaceutiche – produttrici anche di vaccini, ma non solo – prima e durante il suo incarico istituzionale. In parte, si tratta di collaborazioni già raccontate più volte in passato, mai dichiarate sul curriculum italiano pubblicato sul sito dell’ Istituto superiore di sanità, ma presenti in almeno tre “declaration of interests” pubblicate sul sito della Commissione Europea dove è obbligatorio dichiarare eventuali consulenze, connessioni e sponsorizzazioni quando si fa parte, come nel caso di Ricciardi, di pannelli di esperti sui temi sanitari. Nel suo caso, fino al 2012, ce ne erano state circa 15. Tra queste, quella per il vaccino del Meningococco B, incluso l’ anno scorso tra gli obbligatori. Nessun conflitto d’ interesse, ha spiegato l’ Anticorruzione perché la collaborazione con la casa farmaceutica era cessata due anni prima del suo ruolo. “Trasparente e in osservanza delle leggi” si è sempre difeso Ricciardi. Un’ altra accusa riguarda invece quanto scritto un anno fa dalla giornalista Giulia Innocenzi nel suo libro Vacci-Nazioneche raccontava i ruoli ricoperti da Ricciardi nel comitato scientifico e come editore scientifico di alcune riviste riconducibili ad Altis Ops srl, azienda che svolgeva anche attività di lobbying. Il problema, in questo caso, è che la collaborazione di Ricciardi era proseguita fino a metà 2015, quando era già commissario – e poi presidente – dell’ Iss. Ricciardi si è difeso sostenendo di essere nel comitato scientifico di moltissime riviste e di non fare la radiografia a tutte. Di sicuro, ha asserito, non sapeva che la Altis Ops facesse anche attività di lobbying. Altro punto, invece, le segnalazioni che il Codacons ha inserito in un esposto di qualche giorno fa all’ Anac – riprese dal British Journal of Medicine- riportando le dichiarazioni dei membri delle aziende farmaceutiche che avrebbero sponsorizzato alcune attività di Ricciardi prima del suo ingresso all’ Iss e, poi, alcuni progetti dell’ Università Cattolica o legati alla sua cattedra.
virginia della sala

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